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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2008

Piero Craveri

Egr. Prof. Craveri,

mi sono chiesto diverse volte se fosse o meno il caso di scriverLe questa lettera. Mi sono deciso a farlo solo quando mia madre ha ritrovato le fotografie che Le trasmetto in allegato, che La ritraggono ancora bambino insieme a mia nonna Renata, che Le faceva da balia.
Quando arrivò dal Veneto, mia nonna trovò lavoro presso la famiglia Croce. Visto che tra le persone di servizio c’era già un’altra Renata, venne ribattezzata Ida. Scoprire che mia nonna aveva un altro nome suonava strano alle mie orecchie di bambino.
Ricordo alcuni episodi, tra i tanti che mi ha raccontato, forse perché mi avevano colpito particolarmente. Mia nonna passeggiava spesso insieme a Lei, anche quando l’inverno si faceva vicino e la temperatura scendeva. Per scaldarsi e fare una sosta, entravate in chiesa. L’immagine di un bambino che cammina al freddo con i pantaloni corti mi ha sempre lasciato perplesso, forse perché nella mia mente contrastava con la sua appartenenza a una famiglia benestan…

Poesia dorsale

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Aderisco anch’io a un’iniziativa davvero interessante (come al solito mutuata da La Gatta, che sta diventando sempre di più la mia musa del blog): la poesia dorsale.
Il gioco, a metà tra l’intento ludico e quello culturale, è di costruire una poesia utilizzando i titoli dei libri che abbiamo in casa. Ogni libro diventa così una strofa, o una parte di essa e, impilato con gli altri, contribuisce a comporre, in senso sia fisico che letterario, una poesia (oddio, poesia: nel mio caso è una parola grossa).
Invito chi vuol saperne di più a visitare il sito dei promotori dell’iniziativa e a provarci. È divertente, anche se può diventare un po’ complicato per chi, come me, ha metà della sua biblioteca composta da libri fantasy: è difficile inventare qualcosa con “Gli elfi di Cintra”, “Insurrection”, “I draghi del crepuscolo d’autunno”, “L’esilio di Drizzt” e così via.

Odio.
Follia.
Stagioni/Nel labirinto.

Il presagio.
L’inganno.
Il tradimento.

L’illuminazione:
Innocente?
La linea d’ombra.

Lividi nell’an…

Antonio Caprarica

Egr. Direttore,

Ho appena terminato di leggere il suo “Com’è dolce Parigi… o no?” e mi sono goduto con vero piacere le mille assurde sfaccettature del popolo francese che un attento osservatore come lei ha notato, e che in parte hanno confermato quanto da me registrato in anni di vacanze e pernottamenti in Francia.

I racconti che recito agli amici a ogni ritorno d’oltralpe sono conditi di paragoni, che a molti sembrano esageratamente coloriti, tra il mondo anglosassone, teutonico o scandinavo e quello francese. Come posso sostenere che la Francia sia l’esatto contrario di ciò che per secoli ha preteso di essere? Cinica, fannullona, ampollosa, costantemente impegnata a ostentare una grandeur superba e arrogante? Come possono, i francesi, essere convinti di stare saldamente in cima a ogni classifica (tranne di quelle stilate dagli inglesi, ovviamente) se sono contemporaneamente impegnati a mostrare a tutti, tranne a loro stessi, l’esatto contrario?

Mi ha fatto piacere trovarne conferma tra…

Frasi gennaio 2008

Cosa c’è di meglio per cominciare l’anno, se non qualche frase rubata qua e là sui tavoli dei cenoni?

Non?
Bambino di 10 anni: “Sai, io so una cosa.”
Bambino di 9 anni: “Cosa? Dai, dimmela!”
Bambino di 10 anni: “So come si fa a non far nascere i bambini!”
Non? Son sconvolto… questo vuol dire che a dieci anni è ovvio sapere come nascono. Questo dà spazio a una serie di preoccupanti valutazioni.

Punizioni estreme
“Se non stai attento, ti licenziano in due tronchi.”
Fisicamente?

Anatomia aliena
“Questa influenza mi ha danneggiato le papille olfattive.”
A pensarci bene, deve essere stata davvero un’influenza devastante.

Parlo forbito perché sono forbito
Remore di quell’esperienza, la seconda volta non mi sono fatto incastrare.”
Parlar come mangi… no, eh?

Violenza a “La prova del cuoco”
“Alla fine ho spolverizzato il panettone con lo zucchero.”
Meno male che non aveva un cannone laser, se no spolverizzava anche le persone tra il pubblico.

Autovalutazione
“Il mio punto di forza, ma anche la mia maggiore debo…