I racconti non vendono un ca**o
Riesumo dal mio hard disk la postfazione che ho scritto al racconto “MARCUS-21” di Alias, premiato nel concorso letterario Racconti Corsari del 2017. Lo faccio perché al Salone del Libro di Torino, nello stand della casa editrice Las Vegas, ho potuto fare questa foto rivelatrice. E se i racconti sono sempre considerati come sottoprodotti… allora è doveroso farne apologia. Ricordare che sono fighi, insomma. Ricordarli non perché sono morti, ma perché sono vivi e vegeti. Il racconto si apre con una netta presa di coscienza, una frase che il protagonista rivolge più a se stesso che al lettore: io non sono una macchina . È un monito grazie al quale riafferma la sua identità, ancor prima di spiegarci se e come l’abbia persa. È un grido che, tuttavia, assume la forma della negazione: non è Io, uomo contrapposto all’ Io, robot di Asimov, ma un simbolo di distacco e differenziazione, un confine che vuole tracciare laddove non ce ne dovrebbe essere bisogno. La letteratura fantascie...