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Visualizzazione dei post con l'etichetta Racconti

I racconti non vendono un ca**o

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Riesumo dal mio hard disk la postfazione che ho scritto al racconto “MARCUS-21” di Alias, premiato nel concorso letterario Racconti Corsari del 2017. Lo faccio perché al Salone del Libro di Torino, nello stand della casa editrice Las Vegas, ho potuto fare questa foto rivelatrice. E se i racconti sono sempre considerati come sottoprodotti… allora è doveroso farne apologia. Ricordare che sono fighi, insomma. Ricordarli non perché sono morti, ma perché sono vivi e vegeti. Il racconto si apre con una netta presa di coscienza, una frase che il protagonista rivolge più a se stesso che al lettore: io non sono una macchina . È un monito grazie al quale riafferma la sua identità, ancor prima di spiegarci se e come l’abbia persa. È un grido che, tuttavia, assume la forma della negazione: non è Io, uomo contrapposto all’ Io, robot di Asimov, ma un simbolo di distacco e differenziazione, un confine che vuole tracciare laddove non ce ne dovrebbe essere bisogno. La letteratura fantascie...

Meno due - Almanacco del Foglio Letterario 2015 - Nota dei curatori

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- Fabio, bisogna scrivere la nota dei curatori. - Ma io scrivo già un racconto. - Be’, anch’io. Il tuo su cos’è? - Sulla pittura. Due ragazzi che si incontrano per ca so a una mostra. - Sai che quella che curiamo è un’antologia sui quindici anni della casa editrice? - Certo. - E la mostra di quadri cosa c’entra? - Sei troppo attento ai dettagli inutili. - È vero, sono troppo preciso. È per questo che mi propongono sempre di curare antologie. - Scrivere un romanzo? - Ma io lo sto scrivendo un… - Un romanzo, Andrea. - Un romanzo. Un romanzo. Sono attento. - Ti danno da curare le antologie perché sei attento oltre che preciso? - In realtà si è sparsa la voce che lo sia e molti hanno finito per crederci. Io non ho mai smentito. - Allora scrivila tu la nota. Non sei in vacanza? - Sì, mi sono rintanato in montagna e sto revisionando il romanzo. Ricordi che ti dicevo che stavo scrivendo un romanzo? - Secondo me passi le giornate a giocare a burraco. Io i...

Meno tre - Un anno... in un almanacco.

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Quindici anni. Sono tante candeline quelle da spegnere sulla torta di compleanno de Il  Foglio Letterario . Serve un bel respiro e polmoni allenati. E soprattutto serve un regalo da fare a noi stessi e soprattutto agli altri, ai lettori, a quelli che sono stati  sempre  lì, insieme a noi, per tutto questo tempo. Come capita nella vita delle persone, anche in quella di una piccola casa editrice si alternano momenti belli ad altri difficili, soddisfazioni a ripensamenti. È inevitabile soprattutto per chi si pone come obiettivo quello di offrire sempre la qualità nell'editoria.  L'importante è andare avanti a testa alta, ricordare il proprio passato e fare progetti per il futuro, non fermarsi mai, osare e resistere. Sembra quasi una missione... e in effetti l'impegno richiesto non è molto dissimile. Come si può festeggiare  un compleanno  così importante ? Il Foglio l'ha fatto con un almanacco curato da Andrea Borla e da Fabio izzo, con tanti racconti, reali o...

Meno quattro - La premonizione

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Postfazione al racconto "La premonizione" di Italo Bellotti inserito nel volume "Chiamata ore dieci" edito da Eris Edizioni. Il destino del signor Wyman è segnato da un susseguirsi di suoni: un ramo che si stacca dall’albero e cade a terra, un ramo già caduto che viene calpestato, un urlo dettato più dal desiderio di spaventare il proprio aggressore che dal dolore di una ferita, una pallottola esplosa dalla Glock di un guardiaparco, l’ultimo grugnito di un animale abbattuto. Ciò che scatena emozioni nel profondo del protagonista de  La premonizione  filtra dal mondo circostante attraverso le sue orecchie, come ad attribuire al verbo  sentire  un significato più vicino all’utilizzo dell’udito che al provare emozioni. Eppure sono molti e stratificati i sentimenti che invadono l’animo di Wyman in una mattina estiva che appare rassicurante nella sua bellezza: il timore, la paura, il panico uniti a tutte le gradazioni della sofferenza. La causa della situazione c...

Qualche cosa è cambiato

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Se il cellulare si mette a vibrare alle due del mattino non mi scompongo più di tanto: generalmente so che è Fabrizio Fulio Bragoni . È quella la sua ora, minuto più, minuto meno. Non mi sono scomposto nemmeno l'11 novembre del 2013 quando ho ricevuto un messaggio di Fabrizio che diceva pressappoco così: Vi scrivo per questo motivo: Paolo Roversi ha appena lanciato una collana di racconti noir; il primo volume, Un giorno a Milano , uscirà martedì prossimo per Novecento Editore. Il volume raccoglie una decina di racconti di genere giallo/noir ambientati tutti lo stesso giorno (coincide con la data d'uscita del volume), a Milano ma in quartieri diversi. Mi sembra che abbiano fatto un bel lavoro. Ho proposto a Paolo di farne una versione torinese, e lui ha accettato. I tempi sono piuttosto ristretti e ovviamente l'impresa è quasi disperata, ma nonostante tutto mi piacerebbe provarci. Per cui ecco qui la domanda: qualcuno di voi ha racconti adatti(/adattabili)/tempo/voglia...

Quand'è che pubblichi un nuovo libro?

"Nanni, quand'è che farai un film? Sono anni che non fai un film". "Un film... ma io ho girato..." "No, un vero film". "Un vero film..." Il dialogo tra Lucchetti e Nanni Moretti contenuto nel film Aprile suonava più o meno così. Seppur con le dovute proporzioni, quello che molti chiedono a me non è poi tanto diverso. "Quand'è che pubblichi un nuovo libro?" "Ma l'ultimo l'hai letto?" "No. È per questo che ti chiedo, perché il prossimo..." "Ma magari trovi ancora Di cose giuste e di cose ingiuste nelle librerie" "E in alternativa?" "È uscito un mio racconto - Il giudizio più lieve - nella raccolta Tonirica curata da Alessandro Del Gaudio. È urban fantasy, un fantastico ambientato a Torino ai giorni nostri. Si inserisce nel filone di Rethor&Lithil e..." "Ma a me non piace il fantasy". "Giovanni Alessi sta disegnando un fume...

Racconti, laboratori di scrittura, conferenze, show di arte varia

"Andrea Borla è uno scrittore del territorio" mi introduce la professoressa. "Braccia rubate all'agricoltura" penso. Però mi è andata meglio di quando, anni fa, mi hanno definito uno "scrittore in erba". Il mio pusher ringrazia. Dopo il diploma sono venuto diverse volte all'Istituto Fermi di Cirié a parlare di scrittura, a parlare di libri, a leggere i racconti scritti dagli studenti. Ma principalmente a dimostrare che un ragioniere laureato in economia e commercio  non vive di soli numeri e che sa firmare senza ricorrere alla ics. E che scrive storie e pubblichi romanzi. Stupore generale. Una voce si alza in mezzo alle tre classi in attesa di entrare nella sala. "Se dovete scorreggiare fatelo qui fuori, prima che cominci la conferenza". Risate, gomitate, sguardi folgorati. "A volte è bene rispolverare anche i consigli più ovvi" penso mentre prendo posto e guardo un'ottantina di geometri mettersi rumoro...

Un alto concetto di dignità

Post fazione al racconto " Un alto concetto di dignità" di Anna Vera Viva "Io Gino lo odiavo. Questo era certo" È uno strano modo per iniziare un racconto presentato nella sezione "Solidarietà" di un concorso letterario. Ed è forse questo il principale motivo per cui la Giuria ha deciso di attribuirgli un premio speciale. Il racconto di Anna Vera Viva muove i propri passi della genesi dell'odio: dalla ricerca senza risultato della sua origine in un attimo, un fatto, un episodio al seme che attecchisce "silenzioso... innocuo, asintomatico" ed entra a far parte della vita del protagonista per non abbandonarlo più. Tale sentimento è il "prologo della nostra rovina", che si moltiplica e riproduce fino a diventare unico punto di riferimento della vita del protagonista: l'odio, fomentato dalla delusione, che negli anni si è affiancato alla rabbia e al disprezzo. Il dualismo tra il protagonista e il destinatario dei suoi sen...

The infinitive ends here

A volte dalle discussioni, in chat o dal vivo, nascono idee geniali. Altre volte idee divertenti. Altre ancora... sarebbe meglio sorvolare. Credo che questa appartenga alla terza categoria, anche se partorita con un brainstorming mica da poco, che ha visto impegnato il tris di primi Fabio Izzo-Stella Iasiello-Andrea Borla. L'obiettivo, se di obiettivo si può parlare? Usare Google Traduttore per rendere i nostri scritti adatti al mercato internazionale. Avete presente le fascette di certi romanzi? "Tradotto in otto-dieci-dodici lingue". Otto? Dieci? Dodici? Cosa vuoi che siano? Google Traduttore arriva comodamente a 51. Il gesto è semplice: selezioni la lingua, copia-incolla del testo in italiano, selezioni il testo, copia-incolla del risultato. Ripetuto all'infinito consente di tradurre Guerra e pace in Ceceno. In versione integrale. Ma io non volevo cominciare da Guerra e pace. Basta un piccolo racconto come il mio  L'infinito finisce qui.   Un racconto ...

La paura fa 90

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È uscita un’interessante raccolta di racconti, La paura fa 90 curata da Alessandro Napolitano . Il progetto nasce all’interno della fucina di Bravi Autori, una rivista letteraria e un sito con interviste, recensioni e articoli di approfondimento. I novanta i racconti sono incentrati sulla paura, declinata in tutte le sue sfaccettature . E ognuno ha un limite ben preciso: è lungo esattamente 666 parole . Tra di essi è contenuto il mio Destini paralleli . La prima volta è successo anni fa. Il concorso era 666 passi nel delirio , promosso dalla defunta Casa Editrice Larcher . Avevo partecipato con la versione light del racconto Elda, finito nella sua versione intera nella raccolta Cerchi . La paura fa 90 è disponibile a questo indirizzo .

Racconti e concorsi

È successo. Doveva succedere no? Non tutto può andare per il verso giusto, soprattutto quando si ha Giove e Saturno in opposizione: un quadro astrale davvero terribile. Penso di aver già detto un sacco di volte che una delle malattie più diffuse tra gli (aspiranti) scrittori (famosi) è la sindrome della polvere sotto il tappeto. Sono (siamo?) apparentemente impegnati a decantare i successi mentre l’attività che occupa la maggior quantità di tempo è quella di far finta che, nel frattempo, non ci siano stati incidenti di percorso. Ma io sono diverso: non ho difficoltà ad ammettere che anch’io ho fallito. L’ho raccontato nell’ultima presentazione di Cerchi , in cui tra le letture compariva il capitolo intitolato Il regalo . È un micro racconto scritto per un vecchio, vecchissimo concorso bandito dal Comune di Torino e, malauguratamente, non andato a buon fine. Spero che nessuno, alla fine, abbia pensato “Lo credo che non ha vinto nulla…” Lo stesso vale per concorsi più seri (anche se il c...

Larcher Editore

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Con un po’ di colpevole ritardo, dedico un post a una notizia che non può certo far piacere ai cultori della microeditoria: Larcher Editore chiude i battenti. Nel catalogo di questa piccola casa editrice compare anche 666 passi nel delirio , l’antologia nata da un concorso promosso dal sito internet La Tela Nera e dedicata a racconti di lunghezza inferiore a 666 caratteri. Nell’edizione 2006 l’antologia comprendeva anche il racconto Elda . Questo è il (triste) comunicato che segna la fine di un percorso letterario e, cosa ancor più importante, di un cammino di vita. “Carissimi amici, purtroppo è giunto per me il momento di chiudere un capitolo molto importante nella storia della mia vita, quello intitolato: «L’avventura editoriale». Ed è stata un’avventura, altroché! Ve lo assicuro. Un’avventura irta di difficoltà… e proprio per questo degna di essere ricordata… per me, ovviamente! Non voglio annoiarvi spiegandovi «perché» io sia giunto a questa decisione. Preferisco ringraziarvi per ...

Laura e l’immagine non trovata

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Non sono mai stato bravo nei temi. Perché devo avere qualcosa da dire su un qualunque argomento che una qualunque persona tira fuori? O meglio, perché devo essere dell’umore più adatto per avere qualcosa da dire? L’allergia verso tutto ciò che si discosta dal tema libero non mi ha abbandonato negli anni, nonostante ne siano passati diversi da quando sedevo sui banchi di scuola. Anche adesso rivendico il diritto di non avere nulla da dire. E naturalmente di smentire con noncuranza tutte le verità immutabili della mia vita. Il concorso Image not found promosso dalla Casa Editrice Eumeswil Edizioni è proprio l’ultimo di questi casi. Il tema era costituito dall’immagine di un occhio con il mondo impresso nell’iride e una lacrima che sembra staccarsi dall’oceano. Perché dovrebbe farmi venire in mente qualcosa da dire? E invece… “Una bambina che guarda un mappamondo” ho pensato. “Un mappamondo nella vetrina di un negozio.” Ma anche una donna, una persona che quel mondo lo conosce a fondo e c...

Strappare o non strappare (4)

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Puntata 1 Puntata 2 Puntata 3 Punto 6 (siamo quasi alla fine). Attenzione. Questo è il punto fondamentale. Tenetevi forte. La rivelazione è veramente illuminante. Siete pronti? Un bel respiro… “Sposatevi. Lo sostengono le ricerche: i mariti e le mogli sono più felici dei single, dei divorziati o dei vedovi.” Avete capito bene? Rileggete con calma questa affermazione che non stento a considerate “definitiva”. Mentre lo fate, cercate di ignorare le grida furiose e il rumore di piatti rotti che proviene dall’appartamento vicino al vostro, quello dei due sposini ormai ai ferri corti. Sì, giocano al tiro al piattello l’uno con l’altro con il servizio della domenica, quello “12 sottopiatti, 12 piani, 12 fondi, 12 da antipasto, ecc. ecc.” Ma non è grave. Il grave comincerà quando finiranno le munizioni e avranno a disposizione soltanto più i coltelli. Ma non è nemmeno questo che mi lascia perplesso. Riassumo? “Mariti e mogli sono più felici dei vedovi.” Vi giuro: c’è scritto così. So che molt...

Strappare o non strappare (3)

Puntata 1 Puntata 2 Ma poi, alla fin fine, strappare o non strappare… cosa? Un articolo importantissimo sui confini tra etica e religione? Una pagina di un saggio sulle differenza tra l’ambiguità della realtà in Philip Dick e l’ambiguità della rappresentazione in William Gibson? Il resoconto di una mostra di Riccardo Licata a Milano? No, un brano de La Repubblica (inserto “delle Donne”) intitolato “Le regole da manuale per scoprire il buonumore.” Adoro queste pubblicazioni. Sono così sottili, nella loro arguzia, da aprire sempre nuove porte alla conoscenza di noi stessi e della società. Sono distillati di sapienza allo stato puro, nettare che rinvigorisce la fierezza di far parte della razza umana. Generalmente queste tavole della legge elencano uno dopo l’altro i comandamenti a cui dovremmo attenerci per guadagnare il paradiso. Nel nostro caso non si tratta, però, di un decalogo, ma di soli sette suggerimenti. L’anonimo autore dell’articolo (non posso dire se anonimo per pudore o per...

Strappare o non strappare? (2)

Puntata precedente “Desidera altro?” mi chiede il cameriere, inspiegabilmente materializzato al mio fianco. Da quanto tempo è lì? Posso non averlo notato prima? Mi osserva già da un po’? Più che osservarmi… sbaglio o mi sta squadrando da testa a piedi? Lo guardo. Poi guardo la mia mano che stringe, umidiccia di sudore, il pezzo di giornale. Il sudore è comparso con la stessa velocità del cameriere. Un secondo, un attimo, una frazione infinitesimale di tempo. Reazione. Dovrei vergognarmi, ma non ne sono del tutto sicuro. Alla fine cedo: mi vergogno come un cane. Vorrei scomparire, essere teletrasportato altrove, in un altrove molto distante da qui, diventare invisibile o produrmi in un gesto di magia, di quelli alla Silvan, e pronunciare Sim-sala-bim o Abracadabra e far scomparire l’oggetto del reato. Ma la vergogna mi paralizza, come il veleno del ragno fa con la preda intrappolata nella ragnatela. C’è modo di venirne fuori? Di riparare, di porre rimedio? Come posso risarcire il came...

Strappare o non strappare? (1)

Non so se vi è mai capitato. Bar, aperitivo o caffè, giornali da sfogliare, si girano le pagine e ci si imbatte in un articolo interessante. Dopo averlo letto ci si convince che sì, è davvero interessante, e per questo motivo lo vorremmo tanto tenere in un cassetto, magari per rileggerlo, quando ne sentiamo il bisogno. Però: il giornale o la rivista non sono nostri; è tutta una vita che ci sentiamo fare discorsi sull’educazione, sul rispetto degli altri, sulle regole della civiltà: possiamo cancellare tutto con un semplice gesto? ammettendo di aver superato il primo, ma soprattutto il secondo dilemma… e se ci vedono mentre tiriamo via la pagina e la mettiamo in tasca? Che figura ci facciamo? e se qualcuno sente il rumore della carta che si strappa? Credo siano più o meno gli stessi dubbi che attanagliano quelli che, in montagna, si trovano di fronte una stella alpina: la lascio lì a beneficio di tutti o trasgredisco la legge e me la porto via? Sì, va bene, ma una pagina di giornale no...

Donne, uomini e feste

Ieri commentavo sul blog di Betty , in un post dedicato alle riunioni di famiglia. Un commento tira l'altro e mi è venuto questo pezzo. Buone feste, in anticipo, ovviamente! Gli esseri umani sono tutti uguali, uomini, donne, bambini, ma anche bambini maschi e bambini femmine. Tutti uguali, lo dicono le scritture. Poi arrivano le feste e qualcuno, per un motivo che non è dato conoscere, decide che ci si debba ritrovare tutti in una stanza a festeggiare. A quel punto i più attenti cominciano a percepire alcune lievi differenze tra i diversi soggetti. La prima che salta agli occhi è che le donne e i bambini (maschi e femmine) fanno capannello occupando la maggior parte della stanza, mentre gli uomini si relegano in un angolo a bere e mangiare. I bambini urlano; le donne parlano sempre più forte perché non si sentono una con l'altra; poi smettono di ascoltarsi e parlano ognuna per i fatti propri. Gli uomini, nel frattempo, mangiano e bevono in silenzio. I bambini e le donne scartan...

Elda e i 666 passi

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È uscito . Finalmente. 666 passi nel delirio , l’antologia dei racconti selezionati nell’ambito dell’omonimo concorso promosso da La Tela Nera : trentadue racconti che scandagliano tutte le sfaccettature del lato oscuro di noi stessi e della nostra società. Giro e rigiro le pagine del libro con un rinnovato senso di scoperta. È una sensazione che mi prende tutte le volte che vedo un mio testo pubblicato. Lo divoro trovando sempre qualcosa da modificare, da dire con parole diverse, piccoli particolari da aggiungere o da togliere. Ma questa volta c’è qualcosa di nuovo: conosco solo un trentaduesimo del libro. Una volta letto venti/venticinque volte il mio racconto… e leggere anche quelli degli altri? Le storie sono davvero variegate, sia come temi che come stili. Il vincitore del concorso, Occhi puntati di Luca Piersantelli, dissemina il suo testo di piccoli particolari che lo rendono un thriller delizioso. Kosmos 1 di Christin Antonini strizza l’occhio alla fantascienza, soprattutto ...

Il ladro e Dr. House

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Lo dico adesso, in quello che i politici amano chiamare un “tempo non sospetto”, cioè prima che qualcuno, un giorno che non so nemmeno se verrà, prenda in mano un mio libro, lo legga e dica “ma questo assomiglia a…” Ma prima di togliere i puntini di sospensione è doveroso fare un passo indietro. Antefatto. Quasi tre anni fa ho scritto, Cerchi , una raccolta di racconti che avrei voluto pubblicare prima di In prima persona . Ovviamente (e per certi versi fortunatamente) le cose della vita non vanno mai secondo i piani ed è uscito prima il romanzo. Da quel momento la raccolta è rimasta a prender muffa in un mio cassetto. Il terzo racconto della raccolta si intitola Il ladro e, cosa assolutamente non trascurabile, piace moltissimo a Cristiana, la moglie di Riccardo (Tex), ovvero due dei miei correttori di bozze favoriti . Svolgimento In questa stagione di reality i pochi telefilm decenti che passano in televisione diventano un kult. Figuriamoci cosa capita se il telefilm in questione è g...