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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fantasy

Notte insonne

...1.748.431 scoiattoli. 1.748.432 scoiattoli. 1.748.433 scoiattoli... No, visti i numeri, il rimedio non sta funzionando. No, io non conto le pecore. Ne approfitto e...     Ricordo. Un dialogo sentito in libreria. Lui (urla) Lei: "Cos'è successo?" Lui: "Mi hanno rubato l'idea per il mio romanzo! Era un'idea vincente!" Lei: "Quale?" Lui: "Un fantasy omosessuale!" Realizzo che non potrò mai avere successo. Se l'idea vincente è scrivere un fantasy omosessuale...     ...2.000.157 scoiattoli, 2.000.158 scoiattoli, 2.000.159 scoiattoli...     Scrivo. Lei: "Come puoi restituirmi tutte le cose che ho lasciato da te? Mi disprezzi così tanto?" Lui: "È istinto di sopravvivenza". Lei: "Allora farò lo stesso anch'io: metterò tutto in una scatola e..." Lui: "Non puoi restituirmi quello che mi hai preso". Lei:" Ma io..." No, non funziona. E...

Bene o male?

Una delle metafore fondamentali che il fantasy porta con sé è l’eterna lotta tra bene e male. Nelle favole è sempre chiaro da che parte sta l’uno e da che parte l’altro. Nelle saghe arturiane e nel romanzo cavalleresco è evidente sin da subito chi è l’eroe e chi il cattivo. Nel Il signore degli anelli non c’è possibilità di redenzione per l’Oscuro Signore, mentre è Frodo, il buono, l’ingenuo, il puro, a essere costantemente tentato. Tra l’altro l’assolutezza del male in Tolkien è uno degli elementi maggiormente criticati della sua opera. All’interno di questa lotta destinata a protrarsi fino alla fine dei tempi, verrebbe da chiedersi perché è il male a venir rappresentato con maggiore frequenza, a conquistarsi uno spazio maggiore nella narrazione. In primo luogo credo perché sia molto più alla nostra portata immaginare il diavolo rispetto a Dio. Provateci per un attimo e poi ditemi se è vero il contrario. In secondo luogo penso che nei libri valga la stessa regola che si pone alla bas...

Fantasy… che?

Andando in giro a fare le presentazioni di Rethor&Lithil mi sono reso conto di non poter cominciare subito a parlare del libro. Il pubblico, chi più che meno, non ha infatti del tutto chiaro cosa sia il fantasy. Come ha fatto notare Uva Elvis in un articolo sul mio libro , se si interroga l’Oracolo del 2000 ( http://www.wikipedia.it/ ) le radici del fantasy vengono fatte risalire alle fiabe. Da un certo punto di vista è vero: la forza di questo genere è la possibilità di descrivere le situazioni attraverso il ricorso alle metafore, un meccanismo del tutto simile a quello delle favole. Quando ero piccolo (ma la ascolterei volentieri anche adesso) mia nonna mi raccontava una storia di sua invenzione. Il popolo dei paperi è oppresso da quello dei topi. I topi arrivano all’improvviso, armati fino ai denti, e attaccano i paperi che sono costretti a rifugiarsi nei fienili. Solo dopo molti anni ho capito che mia nonna mi stava raccontando la sua esperienza della dominazione dei tedeschi i...

Ciriè Fantastica (08.03.07)

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Tanto è una cosa risaputa: bisogna combattere contro tutto e tutti. Ok, l’8 marzo è la festa della donna. E nella stessa data un settimanale locale molto diffuso (Il Risveglio) presenta il suo nuovo formato, sullo stile di come è adesso La Stampa. Il giovedì, su Italia Uno, c’è CSI NY, un telefilm che in Francia sono riusciti a tradurre (con la solita spocchia d’oltralpe) Les Experts: Manhattan ( cliccate per credere). Fregandocene di tutto e di tutti noi organizziamo una presentazione di Fantastico d’Autore nell’ambito della rassegna Ciriè Fantastica: romanzi che portano altrove . He e il Giovane Rocchi si presentano al Centro Socio Culturale. “Mamma mia quanta gente!” esclamano stupefatti. Decine e decine di giornalisti, curiosi e autorità si accalcano per entrare. “Abbiamo fatto il botto!” pensano. Ok, quella era la presentazione della nuova veste grafica de Il Risveglio. Fin qui tutto tranquillo: altri appuntamenti che si sovrappongono, la tivù che la fa da padrone, persone che ...

Copertine

“Ho visto il tuo nuovo libro: la copertina è bellissima!” E’ questo il ritornello che accompagna l’uscita di Rethor&Lithil, l’equivalente di quello che fu “ma è autobiografico?” di In prima persona . Solo che, mentre un tempo negavo con aria risoluta (no, non è autobiografico) adesso confermo con altrettanta convinzione: sì, la copertina è bellissima. Non so quanti lo sappiano, o anche solo quante persone si siano mai poste il problema: chi decide quale copertina mettere in un libro? La decisione spetta sempre e solo all’editore: ogni casa ha il suo stile, il suo marchio di fabbrica, che deve essere trasmesso con immediatezza al lettore. Quale migliore mezzo per farlo se non la copertina? Tuttavia, io mi sono sempre permesso di suggerire ai miei editori un’idea per i miei libri. Quella di In prima persona nasconde una mezza disavventura e una scena interessante. Tralasciamo la prima e concentriamoci sulla seconda. Il romanzo comincia alla fermata del 2 davanti a Mirafiori, la line...

Attesa

Aspetto… …che arrivino le copie di Rethor&Lithil per poter, con sicurezza, fissare delle presentazioni e prendere contatti con i librai per la distribuzione. …di sapere qualcosa di più sulla pubblicazione del mio romanzo Odio che è stato selezionato nell’ambito di un concorso letterario di Nicola Pesce Editore. …che a marzo parta una rassegna di presentazioni di libri fantastici curata da me. …che esca il prossimo numero della rivista Inchiostro per scoprire se hanno pubblicato o no un mio racconto. Oh, quanta pazienza devono avere, le donne incinte! Meno male che per me si tratta di molto meno di nove mesi (spero). È una sensazione strana, che avevo già provato quando era uscito In prima persona . Perché il tempo sembra non passare mai? E’ orrenda la sensazione che i giorni che sto vivendo, in attesa, siano del tutto inutili. Fossero infiniti… Una collega, qualche giorno fa, davanti alla bollatrice. “Cosa fai?” chiedo. “Aspetto che scatti il minuto prima di uscire” mi risponde....

Voci da venerdì sera

Libreria “La bussola” – ore 21,00. Presentazione di Fantastico d’autore . Due ragazze fanno capolino nella libreria. Noi: “Facciamo una presentazione… comincia tra poco… magari volete fermarvi…” Loro: “No, ma spero che si fermi qualcun altro.” Oh, se tutti facessero così… Alessandro Del Gaudio: “Nel cassetto ho un libro che si intitola Tenebra di luce.” Io: “Ma non è anche il titolo di un romanzo di Marion Zimmer Bradley?” Alessandro prende in mano un libro: “Ah, perché questo…” Guardo il titolo: Italoamericana , esattamente come un altro libro di Alessandro. Perché i grandi scrittori continuano a copiare i titoli di Alessandro? Un po’ di fantasia, per piacere! Valentina: “Leggi il mio libro: voglio un parere da una persona seria.” Io: “Perché, io ti sembro una persona seria?” Valentina, senza tradire il minimo dubbio: “Sì.” Adesso capisco perché non ho mai avuto molto successo con le donne.

Fantastico d'autore

Domani sera alle ore 21,00 presso la Libreria “La Bussola” – Via Po, 9 – Torino – si terrà una presentazione di Fantastico d’Autore , un gruppo di quattro scrittori torinesi che hanno pubblicato romanzi di genere fantastico. Credo che la serata sarà molto particolare per due motivi essenziali: il tema (il fantastico) e il numero di scrittori che viene presentato. Lo dicevo già in una recensione per Kult Underground . Una ventina di anni fa o giù di lì il mercato italiano della fantascienza subì un vero e proprio stravolgimento: gli autori italiani, che fino ad allora erano stati ignorati dal pubblico o si erano dovuti nascondere dietro nomi stranieri per aumentare le vendite, riuscirono a trovare un loro spazio. I lettori, inspiegabilmente esterofili, scoprirono di aver sempre avuto un tesoro in casa e di non averci mai messo le mani sopra. Lo stesso processo si sta ripetendo in questi anni anche per il fantasy e, più in generale, per la letteratura fantastica. Diversi scrittori italia...

Rethor&Litil – carta o web?

Il nucleo originario dei racconti di Rethor&Lithil è stato pubblicato su internet. Come raccontavo sul mio blog del 2005 , la mia idea era di sfruttare un mezzo che permette di raggiungere migliaia di potenziali lettori, tutti alla portata di un click. Mi ci è voluto poco per capire che il problema stava proprio in quella distanza apparentemente minima che separa me e loro: far fare quel dannato click ai lettori e farglielo fare nella giusta direzione. Ci ho pensato un po’ e poi ho trovato una soluzione. Ogni sito ha i suoi frequentatori: il sito A ha i suoi, il B ne ha di diversi, il sito C altri ancora. Se potessi mettere in contatto i visitatori di A, B e C e fare la somma degli uni e degli altri otterrei un pubblico maggiore e aumenterei anche la possibilità che, nel mare di internet, qualcuno si accorga di ciò che scrivo. Così è nato quello che ho battezzato e-book diffuso , un ciclo di racconti in cui ogni capitolo è depositato su un sito diverso e contiene le istruzioni per...

Panettoni

Per una volta non sono del tutto d’accordo con Gordiano Lupi . Sì, il Natale appena trascorso è il periodo ideale per gli scrittori da panettone, però… Il libro di Ammaniti è bello. Sembra ritornato ai bei tempi, quelli che hanno preceduto Io non ho paura . E, dirò di più, è anche bello il libro di poesie di Ligabue. Sembra strano ma non è (solo) un’operazione commerciale: ci sono dei versi interessanti ( il rigiratore di pollici/ all’improvviso/ cambia verso ) e una scelta di parole e di immagini davvero particolare. Certo, tutti gli altri mattoni… il fantasy in particolare sembra colpito dalla malattia dell’ingrasso: i volumi sono sempre e solo XXXL. Il bacillo è comparso con Il Signore degli Anelli: tre romanzi in un volume solo. Poi tutto Nardia minuto per minuto. Poi anche Licia Troisi, con una bella ristampa natalizia in formato mattone della sua prima trilogia. Infine il germe ha colpito anche David Eddings: tre libri per volta della saga dei Mallorean. La malattia è la stessa d...

Rethor&Lithil – asta chiusa

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Ho usato spesso l’esempio di Rethor&Lithil per mostrare come alcune pseudo case editrici cerchino di accaparrarsi soldi (e anche tanti) dai G.A.S.F. (Giovani Aspiranti Scrittori Famosi). Una volta è stato in pieno luglio , un’altra a settembre . L’asta è chiusa. Finalmente mi ha contattato un editore serio, specializzato in letteratura fantasy, e qualche giorno fa ho firmato il contratto. Nei primi mesi del 2007 la Magnetica Edizioni pubblicherà “Il preludio”, il mio primo romanzo fantasy, nonché primo episodio della (forse) lunga saga dei Regni di Rethor&Lithil. Quella che vedete qui di fianco è una bozza della copertina, attualmente in fase di completamento, realizzata da Claudia Burlo . Come dico nella nota dell’autore inserita in chiusura del volume, il libro è dedicato a tutti coloro che storcono il naso quando dico “leggo romanzi fantasy”. “Fantasy?” chiedono alcuni. “Sì, fantasy” rispondo. “Avete presente quelle storie in cui ci sono maghi, elfi, potenti talismani, oscu...

Gli entusiasti e i silenti

Una cosa che ho imparato in questo tempo dedicato alla scrittura, o meglio agli aspetti pubblici legati alla scrittura, è che non ci si deve fidare degli entusiasti. “È davvero una cosa bellissima che tu abbia scritto un libro. Sai che ti dico? Ti darò una mano perché conosco millemila persone… Ma nel frattempo avrei bisogno di te per…” “Non vedo l’ora di parlare con X e Y del tuo libro, che non ho ancora letto ma che sono sicuro sia bello. Tu però dovresti…” “Organizzo questo evento e vorrei che tu fossi presente. Il tuo libro mi è piaciuto e magari potresti portare un po’ di persone…” “Faccio questa uscita pubblica e vorrei che tu fossi della partita parlando un po’ del tuo libro. Riusciresti a farti dare la disponibilità della sala di…” “Sono diventato il Mega Presidente del F.C.S.T. ( N.d.A.: che? ) e potrei farti fare una presentazione da noi. Anzi, lo farò molto presto. A proposito di scrivere… avrei bisogno di qualcuno ( N.d.A.: chi? ) che mi preparasse un intervento per un con...

Dilemma… fantasy

Eppure dovrebbe valere stessa logica di quando ho scritto il primo (o il secondo, o il terzo) libro. Scrivo perché mi piace, per divertimento ma anche per necessità interiore: la pubblicazione è un enorme punto interrogativo che per alcuni è un di più, per altri resta sempre e comunque lo scopo finale. Ma al di là di questa diatriba apparentemente infinita sulla scrittura come fatto personale o come azione rivolta all’esterno, in questo caso i punti interrogativi diventano tre, forse quattro. Durante le vacanze natalizie ho messo giù gli appunti dei capitoli del primo libro della saga di Rethor e Lithil. I primi sei racconti solo un preludio all’opera completa, e questo lo sapevo già quando ho terminato il primo di essi. Così ho scritto i soggetti, la scansione temporale e, come suggeriva David Eddings, ho stilizzato una mappa dei due regni (Mi sono accorto che Eddings ha ragione: la mappa è una necessità imprescindibile e senza mappa non si va da nessuna parte). Ok, l’intreccio mi pia...

Nuovi standard del fantasy

Una cosa proprio non la capisco: sembra che in giro ci sia un morbo che colpisce gli scrittori fantasy. Quelli horror sono soggetti a un virus chiamato “la casa” mentre quelli di gialli soffrono di “un morto nelle prime venti pagine, uno a metà libro e il colpo di scena nell’ultima facciata”. E gli scrittori fantasy? Il loro nuovo problema si chiama l’esercito di morti . Il virus, come un sacco di altre cose che caratterizzano questo genere, ha origine da Tolkien, anche se ne Il Signore degli Anelli le anime non si alleano con i nemici ma vanno in aiuto dei buoni. Weis&Hickman hanno usato i defunti in due casi: nel ciclo del Death Gate, reinventando termini come risurrezione o Lazzaro , e nella trilogia de La Guerra delle Anime . Salvatore resuscita il padre di Drizzt e lo invia a uccidere il figlio (bellissima la scena della lotta tra i due). E potrei andare avanti. Tutte le volte, però, i Grandi Maestri non inseriscono questo elemento nella narrazione come un fungo in mezzo a un...