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Visualizzazione dei post con l'etichetta varie ed eventuali

Chi può dargli torto?

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Tutti a dire che il Salone è stato bellissimo, che Torino ha vinto su Milano, che un Salone così non lo si vedeva da anni, che si vive molto meglio senza il grande supermercato che porta via spazio a tutti gli altri, che trent’anni trasformano un evento in una tradizione e che le tradizioni non si comprano, ecc. ecc.  Ed è vero. Però. Venerdì mattina. Ore 10:00. Lo stand più affollato è quello dell'Autogrill. Un ragazzo sui sedici anni chiede: - Mi dà un Apollo? Cominciamo con il piede giusto. Non ho nulla da presentare e posso permettermi di fare due passi con tranquillità. Passerò allo stand de Il Foglio Letterario e in quello di Historica, saluterò qualche amico e soprattutto mi metterò ad ascoltare le voci dei visitatori, che rappresentano il vero barometro della manifestazione. - Ti fermi alla conferenza? – chiede una ragazza a un tizio in giacca e cravatta. - Sì, c'è il wi-fi gratis.  Ognuno deve cercare in sé le proprie motivazioni. Il S...

Shakespeare e il Grande Fraintendimento

Lo spunto viene da un link a un articolo che contiene un link a un altro articolo. Giochi di scatole cinesi. Ricapitoliamo . Lui arriva alla stazione, vuole comunicare alla sua fidanzata che le manca davvero tanto, scova una citazione di Shakespeare e gliela invia per sms . (Ok, anche Michele di In prima persona l'avrebbe fatto, ma senza bisogno di scovare un bel niente: lui le citazioni le ricorda a memoria). Lei riceve il messaggio, non riconosce un passo di Romeo e Giulietta (sì, ma anche tu: non potevi scegliere un'altra tragedia? Con tutto quel che ha scritto il Bardo, quella è una delle più scialbe), crede che l'amato voglia suicidarsi e chiama la Polizia. Bravi tutti e due. Da qui nasce una considerazione contenuta in un secondo link : se volete far innamorare una donna, non usate Shakespeare ma Moccia . Il tono è volutamente provocatorio, però mi fa venire in mente un po' di cose sparse: - non date le perle ai porci : si aspettano Moccia e non Shakespea...

Farmaci e farmacisti: istruzioni per l'uso

Punti di vista Lei: "Mi dà un test di gravidanza?" Farmacista: "Eccolo, signorina! E auguri!" Lei: "..." Farmacista: "Be', auguri per tutto ciò che desidera!" Donne e silenzi "Ma tu hai mai preso il Viagra?" "No". "..." "Dovrei...?" "..." A volte un silenzio dice più di tante parole. Risposte inattese Farmacista Giovane: "Per il suo problema gli do il Vagisys crema?" Cliente (pensieroso): "Vagisys? Non mi sembra un nome appropriato". Farmacista Anziano (dubbioso): "Mmmm". Cliente (pensieroso): "Ecco, appunto. L'ha capito anche lui. Non che ci volesse molto: sono un uomo..." Farmacista Anziano: "No..." Cliente (pensieroso): "Meno male che c'è ancora qualcuno che ne capisce! Chissà cosa sarebbe successo se..." Farmacista Anziano: "...dagli il Vagisys latte". Cliente (pensieroso): "Non era...

Omonimie 3

Non ho resistito: in piena crisi esistenziale, da uomo alla ricerca di se stesso, ho chiesto numi al moderno oracolo e ho goooooooglato (“ma come parli?”) il mio nome. L’ho già fatto due volte in passato, nel 2006 e nel 2009 . Ma nulla confronto ai risultati ottenuti oggi. Noto immediatamente che qualcosa è cambiato: tra i suggerimenti di Google, che indicano le ricerche più frequenti da parte degli utenti, compare “andrea borla scrittore” . Sarà merito di mia mamma? Me la immagino, ora dopo ora dopo ora, a inserire quella ricerca per farmi salire nelle statistiche di Google. Grazie, mamma. Tralasciando un’omonimia di blog ( InPrimaPersona su Wordpress, che raccoglie “Comitati e vertenze territoriali in Italia”, la crisi di identità è forte: sapevo di un Andrea Borla che commercia con l’oriente ma non di una Borla Bohemia Srl (in vita solo dal 1890) che ha come agente il Rag. Andrea Borla. No, non sono io. Sono ragioniere ma non agente. Questo è chiaro. E non sono nemmeno io a cura...

Sciascia, Moravia e il bicchiere mezzo pieno (Maturità 2)

“Sai, una ragazza mi porta alla maturità ”. “In che materia?”. “Letteratura italiana”. “L’hai pagata?”. “No. O almeno non ancora”. “Dove ti hanno inserito nella Letteratura Italiana?”. “Dopo Sciasca e Moravia”. “Sciascia, Moravia e… Borla?” “Sì”. “…”. “Eh”. “…”. “…”. “Be’, almeno sei l’unico ancora vivente”.

Al mattino, in libreria (Riassunto 3)

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C'è da stupirsi di quanta gente ci sia in giro, di quanti passeggino, prendano caffè entrando e uscendo dai bar, di quanti seguano così fedelmente la regola della religione dello shopping. Io passeggio, prendo il caffè e compro un libro, proprio come loro, ma faccio di tutto per convincermi di essere diverso. E un po’ lo sono per davvero, soprattutto per gli effetti del trauma che sto per subire. Sono nella solita libreria in cui leggo abusivamente, quando prendo in mano Bestiole e bestiacce , un fondamentale libro di David Sedaris, da cui apprendo una notizia devastante: Cip e Ciop non sono scoiattoli ma tamie . Mentre cerco di metabolizzare la domanda sottesa ( cosa diavolo è una tamia ?) vedo le basi delle mie credenze e conoscenze erodersi dal basso, sin da quando vedevo i cartoni animati dei due simpatici roditori, leggevo le loro avventure su Topolino, mangiavo il riso soffiato con le loro immagini sulla confezione e, un po’ più adulto, apprendevo dai giornali dei due figura...

Scoramento (Sfogo n.1)

Sono sempre più convinto che la ricerca di un equilibrio tra l'autoaffermazione e l'umiltà porti a svilire la richiesta di quanto ci è dovuto come equa contropartita del nostro impegno . Al contempo, il confronto con chi si comporta in maniera del tutto opposta, e antepone il proprio ego a una evidente scarsità di mezzi , competenze, conoscenze e idee, mi appare sempre più sconfortante: sembra che vincano ogni giorno coloro che non dovrebbero nemmeno avere possibilità di gareggiare. Il divario tra queste due contrapposte visioni appare incolmabile e genera in me il dubbio (concreto) che il giusto modo di comportarsi e di pensare sia l’esatto opposto di quello che ho scelto. Questa crescente consapevolezza è spiazzante e, al contempo, difficile da gestire per chi è abituato a stare un passo indietro e pensare, piuttosto che esporsi e gonfiarsi d’aria solo per il gusto di sentirsi pieni. La soluzione potrebbe anche essere più semplice di quel che sembra: appagare, a prescindere d...

A.S.F.

Con il nuovo anno sto pensando di cambiare , leggermente ma in maniera determinante, la definizione che do di me stesso: il Giovane Aspirante Scrittore Famoso (G.A.S.F.) potrebbe andare in pensione. Dopo diversi anni dedicati alla scrittura mi sono reso conto che: - non ho più l’età per partecipare ai concorsi letterari riservati ai giovani; - non ho più l’età per usufruire dei bonus del Governo sulle connessioni internet; - non ho più l’età per partecipare ai concorsi da vigili. Quindi, un po’ a malincuore, non mi rimane che prendere atto che per il Giovane è tempo di andare in pensione. Forse rimarrà solo l’Aspirante Scrittore Famoso (A.S.F.) , in cui non si capisce se aspirante è lo scrittore o il famoso. Il problema? Al di là della definizione, ho come l’impressione di sentirmi terribilmente vecchio dentro. Buon 2011.

Barack Obama

E dire che oggi volevo parlare di un servizio di Rai Due sulle librerie, sull’incremento delle vendite della grande distribuzione, sul problema degli sconti e dei prezzi. E invece mi tocca parlare di Barack Obama. Sì, perché anche Obama ha ceduto alla tentazione e ha scritto un libro. L’attenuante è che i principali destinatari siano le sue figlie (che incontra ogni giorno e a cui avrebbe potuto consegnare di persona un manoscritto o, ancora meglio, spiegar loro di persona il suo pensiero, senza dare alle stampe un libro) e che il volume parli di figure imprescindibili della Storia come Martin Luther King. Ma è sufficiente? Be’ meglio Obama di Ruby Rubacuori , delle veline, dei calciatori, dei politici, dei conduttori, dei giornalisti, dei gossippari (di fronte a questo neologismo avventato Word si infuria e corregge in gossip-staccato-pari), dei paparazzi, dei cuochi, dei cantanti, dei VIP, dei maggiordomi dei VIP, delle amanti dei VIP, delle escort pagate dai VIP, dei comici, degli ...

Ebook oggi

Il principale problema degli ebook, che ha fortemente limitato la loro diffusione, è sempre stata l’accessibilità. Io leggo abitualmente sdraiato sul letto ed è difficile portarsi il pc, il monitor, la tastiera e il mouse sotto le coperte. Anche il portatile diventa scomodo e pesante quando si è sdraiati o appoggiati alla testiera del letto. La batteria si scalda dopo poco ed è piuttosto fastidiosa. La leggibilità del testo è buona, ma gli svantaggi superano di gran lunga gli elementi positivi. Scartata l’opzione di utilizzare il cellulare per leggere un ebook (deve pur esserci un limite alla follia umana e tecnologica) devo ammettere che, con l’avvento dei netbook e dell’ipad, le cose stanno cambiando in meglio. L’ipad è piuttosto leggero e maneggevole e lo schermo è decisamente ampio. Sfogliare le pagine è intuitivo. Ma, sotto questo profilo, anche i netbook se la cavano. Pesano poco, non si scaldano eccessivamente e, grazie all’autoscroll e al tasto pagina giù, rendono agevole la ...

Saltare lo squalo

A un certo punto è inevitabile: dopo decine e decine di puntate è più che plausibile che gli sceneggiatori siano a corto di idee. Ed è a quel punto che la serie imbocca una china discendente. Ho scoperto che l’inizio della svolta negativa è chiamato jumping the shark , saltare lo squalo . Il riferimento è una puntata di Happy Days in cui Fonzy faceva surf su uno squalo. Ok, è un sintomo più che evidente: gli sceneggiatori erano arrivati alla frutta. In Inghilterra sta per avere avvio un nuovo reality in cui i concorrenti vengono pagati per perdere la verginità . Mia nonna chiamava questa attività, ancorché non retribuita, saltare la cavallina . Dello squalo non c’era traccia. Oggi, evidentemente, le cose sono cambiate.

Carta d'identità

Grazie a Marco Cattarulla e a Federica Furbatto ecco la mia nuova carta d'identità ( Risposte pensate a domande semiserie sui piccoli piaceri quotidiani ) pubblicata da un giornale locale : Professione: funzionario pubblico (e aspirante scrittore famoso) 1)Il film che potresti vedere tre volte di seguito senza stancarti? Aprile di Nanni Moretti. Ma anche tutto Woody Allen. No, non si può vivere senza Woody Allen. 2)Quale libro porteresti con te su un’isola deserta? Uno solo? La prima trilogia di Dragonlance. Ah, sono tre libri? Peccato… 3)Vuoi andare a teatro, cosa vai a vedere? Adoro il teatro. Poi sono andato alla prima di “Fiabe italiane” con John Turturro insieme alla crème de la crème torinese… e ho rischiato il suicidio. Da adesso in poi solo Shakespeare e Goldoni. 4)Il luogo in cui vorresti trovarti adesso? In una casetta di legno su un fiordo norvegese. 5)Il tuo attuale stato d’animo? La perplessità. Mi sto arrovellando il cervello con questo problema. In una profumeria ho...

Folla congelata.

Ne hanno parlato tutti i tiggì del weekend: a Roma, grazie a un passaparola tra mail e sms, un gruppo di ragazzi si raduna e si immobilizza per un minuto . La moda viene da oltreoceano, ovviamente, e ha conquistato la fama del pubblico anche perché è finita in alcune puntate di telefilm come CSI NY. Questa volta la performance collettiva della folla congelata ( frozen mob ) prevede la presenza di un libro nelle mani di ognuno dei componenti. Ne hanno parlato tutti. Non so se è merito dei libri. Anzi, forse sarebbe stato lo stesso se avessero tenuto in mano un provolone o un trapano elettrico . Questi sì che sono segni dei tempi.

Auguri 2009

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Qualche tempo fa, su Facebook, pensavo a chi dice "vado A spiaggia", "guarda A palazzina", "l'asso A spade", "chiama A un giardiniere". Perché usano la "A"... Accazzo? All’elenco non posso che aggiungere l’autore di questa foto. Ciao (e auguri) a…mmamma!

Crisi identità (2) – Nuove omonimie

Ci avevo già provato tempo fa e la cosa era stata anche piuttosto divertente : un Andrea Borla giovane stella del basket, un Andrea Borla defunto in America e un Andrea Borla in affari nei paesi del Sol Levante. Il caso attuale è più interessante : anche lui si chiama Andrea Borla, anche lui ha una mail @tiscali.it ( andrea.borla@tiscali.it ), anche lui ha un blog su Blogspot ( http://ariatesa.blogspot.com/ ) e anche lui ha un profilo su Facebook. La differenza fondamentale (oltre al fatto che lui si occupa di politica, mentre io ho smesso molto tempo fa, nello stesso istante in cui sono entrato nella pubblica amministrazione) è che io sono del Toro, mentre lui tifa per l’altra squadra. Insomma, più dell’omonimia poté la fede.

Grey's Anatomy (Telefilm 4)

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Uno dei personaggi di Grey's Anatomy (che, guarda caso, tiene un blog) ha passato cinque anni senza poter parlare. In quel periodo interagiva con gli altri attraverso dei post-it su cui aveva scritto "sì", "no" e soprattutto un determinante "eh?". In questo periodo di scarsa propensione alla comunicazione con il prossimo, non posso che adeguarmi. Avendo tuttavia ben poche certezze, non dispongo di risposte così precise come "sì" e "no". Il massimo che mi concedo è un dubitativo "può darsi". Spero basti per tutti.

Tentativi andati a vuoto

Devo ammetterlo: non tutte le ciambelle riescono col buco. Ho chiesto di entrare a far parte della Federazione Italiana Giovani Artisti fondata da Max Oddone , ma non ho mai ricevuto risposta. Peccato. Per l’acronimo, intendo. Sarebbe stato bello entrare nella… Federazione.

Genitori e figli – Alzaimer

Mamma over 65, con molti chili in sovrappeso: “Guardate! Oggi ho messo il costume sexy!” Mamma over 60: “E anche il cappello! Ma come stai bene!” Mamma over 65: “Sembro la Signora in Giallo!” Figlia della mamma over 65: “La Signora in Giallo?” Mamma over 65: “Ma sì, la Signora in Giallo!” Figlia della mamma over 65: “Jessica Fletcher?” Mamma over 65: “Non so come si chiama. Quella della pubblicità della Ferrero!” Figlia della mamma over 65: “Ah, sì, ma quella non è…” Mamma over 65: “La Signora in Giallo, quella dei…” Mamma over 60: “Dei Ferrero Rocher”. Mamma over 65: “Ecco, quella dei Mon Cherie! Non capisco proprio perché hanno smesso di fare quella pubblicità: era così simpatica!” Ambrogio ringrazia commosso.

Genitori e figli – A squola

Mamma1: “Ho pensato di iscrivere mia figlia a un liceo privato”. Mamma2: “Come mai?” Mamma1: “Le faccio fare due anni in uno. E poi non poteva andare avanti così”. Mamma2: “Cosa le è successo?” Mamma1: “Il professore di italiano ce l’aveva con lei. Pensa che aveva l’insufficienza e lui le ha dato un tema per recuperare”. Mamma2: “Ed è andato male?” Mamma1: “Me l’ha detto anche il preside della scuola privata: neanche lui sarebbe stato in grado di fare un tema così”. Mamma2: “Su cos’era?” Mamma1: “Pensa: sul totalitarismo sovietico!” Mamma2: “Cosa?!?” Mamma1: “Il to-ta-li-ta-ri-smo sovietico!” Mamma2: “Oh, ma che cosa difficile!” Mamma1: “Sì, e così, al posto di rimediare, il professore le ha dato un’insufficienza in pagella!” Mamma2 (indignata): “Che bastardo!” Mamma1: “Il preside del liceo privato l’ha detto, a mia figlia: ricordati che non è una tua sconfitta, ma una sconfitta dei tuoi professori!” Mamma2 annuisce convinta. Non so dire di preciso di chi sia la sconfitta, ma di certo ...

Genitori e figli - Sulla spiaggia

Bambino di 9 anni mentre spoglia Ken: “Ma non è giusto!”. Bambina di 5 anni: “Cosa?”. Bambino di 9 anni: “Guarda: Ken ha il pisello come le bambine!”. Bambina di 5 anni: “…?”. Mamma della bambina di 5 anni: “…!”. Bambino di 9 anni: “E adesso tolgo il vestito a Barbie”. Bambina di 5 anni: “Non fare così! È la bambola più bella che ho! Perché glielo togli?”. Bambino di 9 anni: “Perché Barbie ha voglia di fare sesso!”. Mamma della bambina di 5 anni: “…?!?”. Mamma del bambino di 9 anni mentre lo solleva da terra tirandolo per un braccio: “Andiamo a casa!” Il bambino di 9 anni piange e strilla.