Aggiornamenti

Arrivo a casa nel tardo pomeriggio e mi siedo di fronte alla televisione con il pc sulle ginocchia. Tolgo l’audio e mi metto a scribacchiare come mio solito. Al mio fianco poso la copia di In prima persona che porto da un anno e mezzo alle presentazioni, piena di appunti e correzioni.
Devo scegliere le letture in vista di una serata a Ciriè il trentuno di maggio e cerco di mettere assieme un filo conduttore tra le parole e i brani che Tamara dovrà leggere.

(Apro una parentesi. Tamara è la bibliotecaria di San Maurizio che si è coattivamente offerta volontaria per leggere da Hobb’s. Ho cercato in tutti i modi di far scegliere a lei le pagine che l’hanno più colpita, ma non c’è stato verso. È troppo schiva e pacata per farlo, anche se dice che si è innamorata del capitolo quattro. E allora mi tocca scegliere da solo. La perdono perché ha un nome che andrebbe benissimo per un personaggio di un mio romanzo. E non si sa mai che non lo diventi presto.)

Mentre sfoglio le pagine mi accorgo che alcune cose del libro sarebbero da aggiornare. Ovviamente non è una cosa possibile: la letteratura non può stare al passo con la vita. Tuttavia è strano leggere della grandezza della FIAT dopo aver assistito al tracollo del gruppo e alla sua successiva resurrezione, o parimenti non vedere una sola parola sulle olimpiadi.
Alzo gli occhi e guardo la televisione beandomi della sua mutezza. Mi imbatto in un telegiornale che mi avverte con una scritta in sovrimpressione della nomina del nuovo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Anche in questo momento di grande importanza per il paese i giornalisti non riescono a mettere da parte il gusto tutto italico per il pettegolezzo, e dopo pochi minuti il neo-presidente lascia spazio sul video alla First Lady.
Leggo il titolo del servizio: “Clio, la moglie del Presidente”. Il giornalista si affretta a mettere le mani avanti con una precisazione che, per volere del protocollo, deve precedere anche solo di una frazione di secondo il formarsi di una domanda nella mente dell’italiano medio: “Clio era la musa della storia” spiega.
E allora prendo nuovamente in mano il mio libro e vado a pagina 92. Leggo testualmente.

…La prima volta che l’ho incontrata sono rimasto quasi a bocca aperta. Giulia mi aveva messo in guardia (uomo avvisato…) ma non mi aspettavo tanto. Poi ci siamo presentati. “Andrea, piacere” dissi mentre porgevo una mano.
“Clio” mi rispose arrossendo.
“Clio?”
“Sì, come la macchina.”
E quello fu il disastro. Come rovinare la più bella delle storie d’amore con un sola parola. Come sarebbe “come la macchina”? Capisco che portarsi dietro quel nome sia impegnativo, soprattutto per i lazzi dei bambini. Ma bisogna avere il coraggio di uscire da questi condizionamenti. Se mi avesse detto “Clio, come la Musa” credo che sarei caduto ai suoi piedi in adorazione. E nulla avrebbe potuto spegnere il mio amore per lei. E invece…

Ecco, adesso mi toccherebbe aggiornare anche questo brano. Eppure non me la vedo, la mia Clio, a spiegare “Clio, come la moglie di Napolitano.” No, non credo riuscirei mai a convincerla a spingersi a tanto.

Commenti

La Gatta ha detto…
"Clio, come il primo cane di V."
ecco, questo potremmo dire con una mia amica...

era il 1985, V. aveva preso un husky (quelli con gli occhi azzurro ghiaccio e il musetto da lupo) femmina e l'aveva chiamata Clio, come la musa della storia....

la macchina era ancora di la' da venire....(poi V. - dopo la morte di Clio il cane - mi pare ebbe anche una Clio macchina, ma forse la mia fantasia galoppa troppo)
Andrea Borla ha detto…
Che storia triste! Povero cane! :(

La parte veramente inquietante, però, è l'ipotesi che dopo aver visto morire il cane Clio V. abbia comprato una macchina Clio.

Verifica, se puoi, che sia andata proprio così: potremmo sempre assegnargli il premio "mi inquieti 2006" ;)
La Gatta ha detto…
credo di ricrdare che, morto il cane (per altro in modo orribile che non sto qui a raccontare...), poco dopo usci' la clio macchina e nella famiglia tutti provarono per quella vettura un'immediata simpatia......

2+2=4
Betty ha detto…
Gaia, il nome di mia figlia, è anche il nome di una capra di uno che chiamano Drin (Adriano).
Di Clio c'era un gatto, ma di altre creature... cercherò

Post popolari in questo blog

Gianrico Carofiglio

Regole utili e regole inutili

Antonio Caprarica