08/01/12

Promesse mantenute

In extremis, prima dei miei non auguri di Natale, avevo fatto una promessa: due recensioni da completare, lasciate in disparte in attesa di essere metabolizzate. E ho imparato che le promesse vanno mantenute, soprattutto quelle a cui si presta fede con facilità e senza sforzo. Ho chiuso il 2011 con l’assenza di auguri a causa degli ipocriti, dei perbenisti e dei farisei. Comincio il 2012 in modo simile grazie agli spunti derivanti dalla lettura di Splatter Baby di Alessandro Cascio (Ed. Il Foglio 2011 - ISBN 9788876063503 - € 12,00 - Pag. 160). Qui un estratto dal testo pubblicato su Dillinger che vi consiglio di leggere per intero, note comprese:
Il quadro che emerge dal libro è deliziosamente desolante, e mette a nudo l’idea farisea e ipocrita di una famiglia preconfezionata e perfetta, che nei fatti è costruita su modelli inconsistenti che si scontrano con una realtà sistematicamente e scientemente impegnata a negarli. E una famiglia così non può che generare (o discendere da) una società il cui primo obiettivo è preoccuparsi di ciò che pensano gli altri, di ciò che è corretto, di ciò che è giusto.Poco importa se nel finale del libro si assiste a una tardiva presa di coscienza degli errori commessi: la summa di quelle famiglie, di quella società e di quei falsi valori è rappresentata dal fallimento e dalla negazione anche di fronte alla più assoluta evidenza. Non c’è rimedio per la cecità: è questo il messaggio che Alessandro Cascio ci lascia e con il quale siamo costretti a fare i conti”.
La seconda recensione attende sin da quel pomeriggio del 15 novembre, dalla presentazione di Alessandro Del Gaudio presso la libreria Librarsi di Venaria. È quella del romanzo Aziza (2011 - ISBN 978-1-4477-8645-0 - Pag. 116 - € 10,00). Ecco uno stralcio dalla recensione pubblicata su Kult Underground:
L’incipit di Aziza, il nuovo libro di Alessandro Del Gaudio, senza dubbio uno dei più efficaci presentati dallo scrittore torinese, ci mette immediatamente di fronte al protagonista del romanzo, che si presenta al termine di una giornata frenetica, piena di imprevisti e caratterizzata da una pioggia, copiosa, torrenziale, autunnale. Il ragazzo chiede asilo in un negozio di antiquariato specializzato in oggettistica araba e orientale, e in quel momento incontra Rubina, un personaggio caratterizzato da mille sfaccettature (il mistero, il segreto, l’avventura, la seduzione), ma il tratto più marcato sembra essere quello dell’identificazione della donna con il viaggio, che si estende sia nel tempo, in particolare con il passato che ritorna, che nello spazio”.
Aziza è un inno alle donne che sanno di mistero, segreto, avventura e seduzione, quelle con cui e per cui vale la pena iniziare un viaggio che si estende nel tempo. Il tempo è l’unico vero dono che due persone possono farsi, soprattutto quando nell’incontro il tempo si dilata al posto di fuggire via. Sono momenti rari, così rari che perderli o negarli rappresenta un delitto senza attenuanti.
Buon 2012 a tutti.

21/12/11

Vaffanculo al Natale

Il motto di quest’anno è Vaffanculo al Natale. So che non è politically correct, ma così è. Forse è Saturno contro, forse è semplicemente che mi sono stufato dei perbenisti, degli ipocriti, dei farisei e soprattutto dei perbenisti ipocriti farisei. Sarò strano?

Nonostante non abbia nessuna voglia di festeggiare il Natale, qualche regalo sotto l’albero lo consiglio anche quest’anno. Chi vorrà… potrà farne tesoro, come chi vorrà… potrà ignorare questo post. Non è grave in nessuno dei due casi.

E per il resto… oh, auguri!

Fabio Beccacini – Ultimi fuochi per Paludi. Comincio da questo libro, non fosse altro per le diverse presentazioni alla “tris di primi” fatte con Fabio e Fabrizio Fulio Bragoni. E ce ne saranno altre, non ho dubbi, come quella di questa sera presso lo Showroom Temporaneo Flash Art Mob di Torino. Le indagini del Commissario questa volta seguono un percorso altalenante nel tempo, dove non è solo il cadavere a fare da protagonista, ma i sensi rinnovati, il contesto sociale e gli sguardi che i diversi personaggi gettano a una realtà che appare, per ognuno di loro, profondamente diversa.

Maurizio Cometto – Cambio di stagione. Per chi non l’ha ancora comprato, un romanzo a episodi ambientato in una Torino dai tratti fantastici ma al contempo quotidiani. Forse il romanzo più politico di Cometto, in cui la consistenza della realtà si assottiglia e lascia spazio a sovrapposizioni di eventi e personaggi provenienti da altri mondi.

AA.VV. “Oschi Loschi – Racconti solidi come castelli di carte”. Contiene il racconto Nero Latte di Stella Iasiello, deliziosa quando scrive “Ci frugavamo sotto i vestiti e nelle intenzioni cercando di sciogliere i dubbi accumulati in un anno e io, inoltre, cercavo di aprire la porta di casa. Pier mi tolse le chiavi, senza smettere di baciarmi e riuscì a far scattare la serratura”. Fortunato l’uomo che ha ispirato queste parole.

AA.VV. “La paura fa 90” e “256k”, due raccolte curate dal sito www.braviautori.it contenenti rispettivamente i miei racconti Destini paralleli e Dita incrociate.

E infine due libri che attendono ancora una mia recensione, il cui parto è rinviato dopo Natale: Aziza di Alessandro Del Gaudio e Splatter Baby di Alessandro Cascio. Qui dovete fidarvi sulla parola: è come fare un salto nel buio. I perbenisti, gli ipocriti, i farisei e soprattutto i perbenisti ipocriti farisei non ne sono capaci. Voi?

26/11/11

Riassunto delle puntate precedenti

A volte bisogna fermarsi e fare il punto. Bisogna ricordare e fissare il momento. Ed ecco quindi i momenti più determinanti di un paio di settimane di bagordi letterari.

Presentazione “I fuochi di Paludi” di Fabio Beccacini – Borgaro 17.11.2011
Dopo un’ora di ragionamenti sugli aspetti sociali che emergono dal libro, sulla struttura del testo, destrutturata e dal tempo intrecciato, dopo pensieri e parole sul rapporto tra reale, realistico e iper-reale, una frase scuote i presenti e desta i sonnecchianti: “nel libro, Paludi fa del gran sesso!” facciamo notare io e Fabrizio Fulio Bragoni quasi all’unisono. Beccacini, con la spontaneità del vero, risponde: “Be’, è normale”. Tripudio del pubblico femminile in sala.

Presentazione “Pater Noster” – Ars Et Labor Ciriè 24.11.2011
“Alla fine della presentazione il libro sarà disponibile per l’acquisto” esordisco. “Vista la gravità del momento, è importante far ripartire l’economia, rialzare il PIL e contribuire ad abbassare lo spread”.
La sala consiliare del Comune di Ciriè è zeppa di persone: studenti, lettori, sostenitori del Circolo Ars Et Labor (gli organizzatori della serata) ed emissari della Fidas, l’Associazione dei donatori di sangue che ci ha chiesto un paio di minuti per pubblicizzare la loro attività. All’uscita vedo due ragazzi darsi di gomito. “Era tutto pieno!” dice uno. “Eh, sai, c’è un sacco di gente a cui piace la... Fidas”. Cosa avranno mai voluto dire?

Presentazione “I fuochi di Paludi” di Fabio Beccacini – Feltrinelli Torino 25.11.2011
Il siparietto in cui si alternano considerazioni intellettualmente elevate e battute da intrattenimento cabarettistico sembra funzionare. Il pubblico presente nella libreria Feltrinelli di Piazza CNL a Torino è attento, ride e segue. Ricicliamo le battute sullo spread e sul (gran) sesso di Paludi: l’importante è non farle due volte di fronte alle stesse persone. Sospinto da questo clima a metà tra serietà e divertimento, una confessione dell’autore fa luce sul vero motivo della presentazione. Divulgazione? Desiderio di esposizione? Vicinanza con i propri lettori? No. “Alla fine siamo qua per vendere libri” dice Beccacini. Feltrinelli ringrazia e sconta gli acquisti del 15%. Venghino, signori, venghino ad approfittare!

Presentazione “Racconti Corsari – Edizione 2011” – Caselle 26.11.2011
Nella sezione viaggi vince “L’incognito itinerario”, racconto di Marco Cornelio, particolarmente apprezzato per gli aspetti psicologici. Il protagonista segue i passanti rubando frammenti delle loro vite per riempire la propria, una sorta di vampiro di emozioni che si muove in un contesto senza sfondo e parla in prima persona, elementi che accentuano l’ipotesi dell’approccio introspettivo. Interrogato in merito, l’autore dichiara: “Non ci vedo nulla di tutto ciò. È solo un racconto d’avventura”. La giuria ringrazia. Mai come in quel momento mi sono venute in mente le parole di Pietro Cabodi: “Di interpretazione in interpretazione si finisce per leggere nei libri anche quello che non c’è”.

17/10/11

Feisbùc



Un termometro di vicende minime o universali. Facebook mescola la quotidianità più becera ai discorsi sui massimi sistemi, quasi sempre derivanti da citazioni rubate. Ma, come tutte le fucine, dal magma escono anche nuove idee, sintetizzate in pochi caratteri. Sono lontani i tempi di Oscar Wilde e dei suoi aforismi? Sicuramente sì, anche se ho ammesso io stesso che certi cambiamenti di stato sono la cosa più simile a un aforisma che circola in questi tempi.
E allora leggo volentieri la rubrica Feisbùc che Luigi Benedetto tiene sul settimanale Il Risveglio, che attinge agli stati di Facebook per ricostruire il cambiamento e in cui, ogni tanto, trovo riportati scampoli dei miei pensieri e della mia vita. Gossip? No di certo: sono io la fonte che ha divulgato quelle notizie, non un terzo non autorizzato. Sapete com’è, oggi la chiamano condivisione.
Certo, mancano delle perle del calibro di:
- L'indignazione dei cretini dovrebbe essere vietata per legge, perseguita e repressa.
- Bondage? Altro che appendere due donne con una corda: io ho problemi a piantare un chiodo in un muro!
- "Mettersi l'anima in pace" è un modo come un altro per dire... "mi suicido"?
- No, gli auguri si fanno a Pasqua. O a Natale. A ferragosto non sono previsti.
Oltre ai recentissimi
- Prima di pubblicare qualcosa, molti dovrebbero ricordarsi che le cazzate non diventano né più credibili né più autorevoli solo perché sono scritte su FB. Restano delle cazzate, con l'aggravante che sono scritte.
- Per alcuni, gli anni che passano sono accumuli di esperienza. Per altri, un costante spreco di opportunità.
ma Feisbùc non è un compendio di fesserie partorite solo da me. È un’opera più globale, con fesserie partorite da molti e, per questo, non può che essere parziale.
Perché ne parlo qui? Perché il mio scopo finale è il cortocircuito. Viviamo in un mondo interattivo o liquido, tanto per dirla con Zygmunt Bauman, in cui tutto circola, si mescola e trova nuove forme. E allora il mio stato di Facebook finisce sulla carta stampata, io riporto gli articoli sul mio blog e il mio blog (da solo) pubblica su Facebook uno stralcio della notizia. E tutto ricomincia, all’infinito, come una ruota che sa di alchimia e di misticismo. O di riciclo, se volete.

29/09/11

Psichiatria letteraria e cioccolato




Chi l’avrebbe mai detto di vedere i miei libri presi come spunto niente meno che nell’ambito di un “Progetto di riabilitazione e percorso di studio elaborativo per pazienti con disturbi di natura psicologica o psichiatrica”?
Meno male che ho sempre insistito sull’approccio psicanalitico alla scrittura
, sia auto terapeutico sia nei confronti dei personaggi delle mie storie. Questo mi permette di sentirmi lusingato per la scelta di La vittoria della sconfitta, uno dei tasselli che compongono Cerchi, come spunto per un'analisi terapeutica del rapporto tra golosità e sesso.
“Dei golosi si dice che siano fissati con il sesso. Golosi in tutti i sensi, insomma” afferma il protagonista in uno dei tanti post scriptum con cui farcisce le mail che invia a una ragazza che l’ha legato a sé con una continua alternanza di lusinghe e allontanamenti.
Da questa frase dipartono alcune considerazioni che riguardano la natura umana e i suoi ingredienti (amore, odio, desiderio sessuale, paura, voglia di vivere e istinto suicida) e che sfociano in queste conclusioni empiricamente verificabili:
- sesso e cioccolato generano alti livelli di dopamina e attivano i centri della ricompensa;
- la dopamina è centrale per l'ottenimento della sensazione che consegue alla soddisfazione di stimoli (fame, sete, desiderio sessuale) e che la soddisfazione alimenta i meccanismi associativi con il piacere;
- sesso e cioccolato sono caratterizzati dalla percezione di qualità antidepressive.
Sul progetto non posso dire quasi nulla: sarebbe imbarazzante, per i partecipanti, essere additati come bisognosi di aiuto psicanalitico. Da lì a essere definiti matti ci passa davvero poco.
Mi chiedo se l’adulto-adolescente protagonista del mio racconto avrebbe potuto giovare di questa analisi psicanalitica. La coscienza di poter diventare, suo malgrado, un caso da studiare, l’avrebbe aiutato a non lasciarsi stritolare dalle spire della predatrice di cui è vittima? O sarebbe caduto ugualmente nella sua rete? Sadicamente potrei dire che, se non avesse mostrato quelle debolezze, il mio racconto sarebbe finito ancor prima di cominciare. E allora, per una volta, mi dissocio dalla possibile cura. E nel frattempo mangio un sacco di cioccolato.