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Racconti Corsari 2017

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Potrei limitarmi a dire che è stato bello. A volte la sintesi o il non espresso fanno fare migliore figura a chi vuole descrivere e trasmettere un concetto. Potrei dire che l’edizione del Concorso “Racconti Corsari” archiviata sabato 10 febbraio a Leinì è stata valorizzata anche dal contesto, l’appena inaugurato teatro Pavarotti realizzato sotto gli archi di quello che per anni è stato un mercato all’aperto. Potrei dire che per una volta ancora sono entrato con poche cose da dire e ho riempito fogli di spunti e appunti, troppi per il tempo a disposizione e per la pazienza di chi stava ad ascoltare. Potrei, e invece. Il mio intervento riguardava il vincitore della sezione “Resistenze”: “I sogni di Velia” di Patrizia Gazzotti di cui ho curato la postfazione pubblicata nel volume “Il Treno Nero” (Eris Edizioni). Sullo sfondo l’omicidio di Giacomo Matteotti, coprotagonista del racconto senza essere mai citato, è sua moglie Velia a ripercorrere una vita passata a fianco di un uomo ingombr…

I sogni di Velia di Patrizia Gazzotti

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Postfazione al racconto “I sogni di Velia” di Patrizia Gazzotti vincitore della sezione “Resistenze” del Concorso “Racconti Corsari” 2017.
L'idea di una sezione dedicata alle Resistenze è nata alla fine dell'edizione 2015 di Racconti Corsari. La cerimonia di chiusura era appena finita, i vincitori stringevano tra le mani le copie del volume "Iter fati" edito da Eris Edizioni e le foto di rito reclamavano il loro spazio. Anna Matilde Sali mi si avvicina e mi dice "E se aggiungessimo una sezione dedicata alle resistenze?". Poi, senza che avessi il tempo di dire che mi sembrava una buona idea: "Con la e, al plurale". Sì, era proprio una buona idea. In quel momento non pensavamo di trovarci necessariamente a premiare un racconto dedicato alla Resistenza. Il plurale aveva proprio quell'obiettivo: consentire di sviluppare il tema anche al di fuori della rievocazione del contrasto al regime del Ventennio, consentendo agli scrittori, se lo avessero rite…

Blog 2018

Ogni tanto lo faccio. Non spesso. Passano anni tra l’una e l’altra occasione. È il recupero di uno strumento che mi appare come obsoleto. C’è da leggere (e da scrivere), richiede impegno per essere fruito appieno, necessita di sforzi da compiere e concentrazione da tenere. Sono ingredienti demodè, anche se qualcuno sostiene che i blog stiano tornando di moda. Io arrivo sempre tardi e tra le leopardiane Morte e Moda, ho sempre scelto la morte. Così ripropongo la settimana delblog, con un testo al giorno, scritto e poi pubblicato. Non un video come nei blog degli youtuber. Un testo. Per sancire una differenza. Anche perché io non sono uno iutubero, per età, per formazione e per strumenti di comunicazione congeniali. E sempre per parlare di strumenti obsoleti, nel nuovo anno ho anche ricominciato a scrivere con la penna biro, rigorosamente di colore blu. Mi consente di concentrarmi su quello che sto facendo. Non la userei per scrivere mai un racconto o un romanzo, perché la velocità del…

Chi può dargli torto?

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Tutti a dire che il Salone è stato bellissimo, che Torino ha vinto su Milano, che un Salone così non lo si vedeva da anni, che si vive molto meglio senza il grande supermercato che porta via spazio a tutti gli altri, che trent’anni trasformano un evento in una tradizione e che le tradizioni non si comprano, ecc. ecc.  Ed è vero. Però.
Venerdì mattina. Ore 10:00. Lo stand più affollato è quello dell'Autogrill. Un ragazzo sui sedici anni chiede: - Mi dà un Apollo? Cominciamo con il piede giusto.
Non ho nulla da presentare e posso permettermi di fare due passi con tranquillità. Passerò allo stand de Il Foglio Letterario e in quello di Historica, saluterò qualche amico e soprattutto mi metterò ad ascoltare le voci dei visitatori, che rappresentano il vero barometro della manifestazione.
- Ti fermi alla conferenza? – chiede una ragazza a un tizio in giacca e cravatta.
- Sì, c'è il wi-fi gratis.  Ognuno deve cercare in sé le proprie motivazioni.

Il Salone è un evento dedicato ai lib…

I racconti non vendono un ca**o

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Riesumo dal mio hard disk la postfazione che ho scritto al racconto “MARCUS-21” di Alias, premiato nel concorso letterario Racconti Corsari del 2017. Lo faccio perché al Salone del Libro di Torino, nello stand della casa editrice Las Vegas, ho potuto fare questa foto rivelatrice. E se i racconti sono sempre considerati come sottoprodotti… allora è doveroso farne apologia. Ricordare che sono fighi, insomma. Ricordarli non perché sono morti, ma perché sono vivi e vegeti.

Il racconto si apre con una netta presa di coscienza, una frase che il protagonista rivolge più a se stesso che al lettore: io non sono una macchina. È un monito grazie al quale riafferma la sua identità, ancor prima di spiegarci se e come l’abbia persa. È un grido che, tuttavia, assume la forma della negazione: non è Io, uomo contrapposto all’Io, robot di Asimov, ma un simbolo di distacco e differenziazione, un confine che vuole tracciare laddove non ce ne dovrebbe essere bisogno. La letteratura fantascientifica, ma a…

Tenebroso

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"Cosa leggete?"
La Vecchia (che non è anziana ma decisamente vecchia) lo chiede con un palese secondo fine. Passa il suo tempo dietro a un banchetto su cui giacciono una ventina di libri usati che degno soltanto di uno sguardo. Mi trasmettono un senso di antico, amplificato dal colore delle pagine che tende al giallastro. Sono vecchi i libri come la donna che cerca di venderli. "Si intitola Inganni e ossessioni" dico mostrando la copia del mio romanzo che prendo in prestito dalle mani di Fabio Izzo. "Ce ne sono tanti di inganni" commenta la Vecchia con fare sornione. "E anche di ossessioni". Annuisco perché non so cosa dire, tanto per smentire che "chi tace..." "Ma ci sono delle parolacce?" si informa. "No, be', parolacce...". "Bene! Pensi che una volta ho letto quattro pagine di un romanzo di Pavese e quello lì dava della bagascia a sua madre! Ma si rende conto? Della bagascia! A sua madre!" "La…

Messaggi, carte e post-it

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"Ciao. Martedì 30 giugno alle 21 presento il mio ultimo romanzo "Inganni e Ossessioni" a Borgaro, in Cascina Nuova. Mi farebbe piacere se potessi venire. Così potresti portare al mare un libro in più da leggere". Messaggio accattivante, personalizzabile all'occasione, sintetico e anche un po' ironico.  "Ciao. Grazie per l'invito. Ma se vengo, compro il libro e vado via? O devo per forza restare?" chiede qualcuno. "Io fossi in te la presentazione la eviterei". Credo fosse questo che voleva sentirsi dire, no? Altra risposta. "Ciao. Vengo volentieri, ma poi il libro me lo impresti?" Ci ho pensato un po' su, poi ho riciclato il messaggio di prima: "Io fossi in te la presentazione la eviterei".
Diego e Barbara, corpo, anima e voce della Piccola Sartoria Drammatica, avevano annunciato che si sarebbero presentati con un critico letterario. E così hanno fatto. È Minnie Miko-Mai, un bulldog francese. Il critico letter…