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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2009

Politically correct

Se è vero che uno dei principali creatori di nuove parole è la tecnologia, bisogna dire che anche il politically correct (di per se stesso abusato vecchio neologismo) non è da meno. Perché, se no, trasformare un clandestino in un irregolare? Per non offendere nessuno, anzi, per trovare la giusta sfumatura e non esasperare gli animi più esasperabili.
In periodo pre elettoralesi mette mano alle liste: tu dentro, lui fuori, perché lui sì e io no? Tutta roba vista e stravista. Mi raccomando, però: che siano garantite le quote rosa, oggi trasformate in candidature di genere.
E che dire dell’elenco in continua evoluzione delle cose che si possono fare? Fare bancomat è l’ultimo nato. Mai sentito? E io che ero rimasto al tradizionale fare la doccia (Cosa farai da grande? La doccia!), al mai troppo sperimentato farsi gli affari propri o a sempre degno di nota fare sesso. Soli? Mm, meglio se insieme a una candidata di genere, ovviamente. E se per accedere a certi piaceri clandestini non bisogna p…

Voci

Io (ironico): “Vi ringrazio di essere venuti alla presentazione. Mi spiace soltanto che vi siate persi San Remo”.
Una signora anziana, rivolta alla vicina: “Hai sentito di Povia? Prima era gay, ma poi è guarito”.

Lui: “Questa sera, a Balangero, c’era Mercalli”.
Lei (con voce profondamente delusa): “Ma no! Davvero?”

Lui: “Mi ha fatto piacere che tu abbia consigliato di leggere i libri che non sono nelle prime posizioni della classifica dei più venduti. Io ho letto La pazienza del riccio e non mi è piaciuto: non succede niente per quasi trecento pagine e alla fine la protagonista viene messa sotto da un camion!”

Lui: “Comincerò subito Cerchi: io leggo spesso in bagno e i racconti sono proprio della lunghezza giusta”.

Frammenti

Della vita di Shakespeare sappiamo poco o niente. Un matrimonio riparatore, tre figli, forse un amore di tarda età per un giovane, qualche noia legale. Quasi nessuna lettera, poche poesie. E poi le opere, alcune entrate di diritto tra i capolavori assoluti di tutti i tempi.
Shakespeare non aveva un blog.

Guido Ceronetti, poeta e filosofo, si lamenta da Fazio perché un suo libro pubblicato per Einaudi non ha ricevuto nessuna recensione e soltanto un (uno) trafiletto di segnalazione. Figuratevi quelli che non si chiamano Ceronetti e che non pubblicano per Einaudi.

Daria Bignardi presenta su Rai Uno, al cospetto del sommo direttore, il suo libro di memorie. I due si soffermano in particolar modo sulla distinzione che mamma Bignardi applicava agli uomini, ma anche ai cani di famiglia: gli egoisti da un lato e le bestie dall’altro. Ceronetti ringrazia per l’attenzione.

Gramellini su La Stampa propone di compiere un gesto di rottura e di far entrare un libro nella casa del Grande Fratello. Il pro…

Facebook (5) – Frasi e parole

Ormai da anni, internet e la tecnologia in generale sono i principali creatori di nuove parole. La tendenza è consolidata: si prende una parola straniera e la si italianizza trasformandola in un verbo. Un esempio ben conosciuto dalle schiere di impiegati e operai? Passare il badge, il nipote moderno del “bollare la cartolina”, mostruosamente storpiato in un più stringato badgare. Ma anche schedulare, fratello del imprenditoriale marginare, e così via fino all’ultimonato ringare (to ring – telefonare – da cui il “ringa il numero XXX” di una recente pubblicità).
Facebook non si sottrae a questa regola. Quando si carica una foto sul proprio profilo è possibile inserire una didascalia, il cosiddetto tag, grazie alla quale dare un nome ai volti in posa. Carico un’immagine in cui siamo immortalati io e due vecchi amici, Francesco e Giorgio? Inserirò i nomi di Francesco e Giorgio nel tag, e Facebook comunicherà loro di essere stati “taggati” nella mia foto. Taggare? Certo: che gusto c’è, se n…

Elogio funebre

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Antonio Caprarica ci ricorda che un italiano su quattro vorrebbe fare lo scrittore, un dato da mettere in relazione con lo sconfortante record negativo detenuto dall’unico italiano su dieci che legge almeno un libro all’anno.
Il mestiere di scrittore (sempre che quello il mio possa definirsi tale) sfuma i contorni in quello di scriba. Ne ho già parlato tempo fa, ribadendo il concetto con un tentativo di vendita di un servizio di scrittura su Ebay.
E il mestiere procede, tra alti e bassi, complice il quadro astrale disastroso per la bilancia, soprattutto con Venere opposta. Perciò posso annunciare con orgoglio di aver scritto il mio primo elogio funebre (tra l’altro) per una persona che non ho mai conosciuto.
Mi era capitato di mettere assieme discorsi per politici, sindacalisti, innamorati corrisposti e non, associazioni, protestanti e protestati. Ma un elogio funebre... per fortuna c’è sempre una prima volta per tutto, anche per parlare di un defunto sconosciuto, sempre in attesa di ent…

Sesso e letteratura (2)

Adoro internet, soprattutto perché tra le sue pieghe si nascondono veri tesori: improbabili omonimi, fans inaspettati e (anche) colossali fraintendimenti. Ma il bello di questo strumento è che ogni giorno puoi trovare qualcosa di nuovo.
Chi, tra di voi, non andrebbe fiero di scoprire che uno dei suoi video presenti su You Tube è stato classificato come "Porno, Porno film, erotik" da questo spendido e interattivo sito? È più forte di me: adoro la tecnologia e la rete!