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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2010

Antonio Caprarica - Papaveri e Papere

Concludiamo l'anno, così, senza saper dire se in bellezza o meno. Si vedrà. Le congiunzioni astrali del 2011 sembrano molto infauste, soprattutto per chi crede agli astri. Io sono tra quelli. Per congedarmi dal 2010 scelgo una nuova lettera per un quasi consueto destinatario, Antonio Caprarica, a cui non mi trattengo dal comunicare, libro dopo libro, i pensieri derivanti dalla lettura. Stima e gratitudine eterna. E buon anno. Egr. Direttore,

con colpevole ritardo rispetto all’uscita in libreria, ho appena terminato la lettura di “Papaveri & papere”, la sua storia universale delle gaffe dei potenti. Come ormai di consueto, non resisto dal metterla al corrente sulle riflessioni che il volume mi ha suscitato.

Sono bastate meno di dieci pagine per rendermi conto di provare una buona dose di solidarietà verso Joe Biden, l’attuale vice presidente americano. Qualche tempo fa sono arrivato in anticipo a una riunione e ho chiamato una delle persone che dovevano incontrare chiedendole di pr…

Pater Noster – I primi commenti

E finalmente arrivano i primi commenti su Pater Noster. Certo, ci sono gli articoli pubblicati in questo periodo, ma il vero polso della situazione lo si ha sentendo i commenti dei lettori.
Ho cercato Pater Noster su Google” mi informa un amico. “Però per trovare il libro ho dovuto scorrere diverse pagine”. È vero, mea culpa. Avrei dovuto fare qualcosa per spostare alle pagine successive duemila anni di cristianità, tanto per far posto alla raccolta. Prometto che il 2011 sarà interamente dedicato a perseguire questo scopo.
Ho finito il libro” mi dice una lettrice. “Hai fatto in fretta” le rispondo. “Ti ha preso così tanto?” “No” risponde lei. “Solo che sono andata dal medico e c’era molto da aspettare”. Beata sincerità.
Una ragazza, con un malcelato sguardo di rancore negli occhi, mi dice “Sono andata in centro, da Feltrinelli, e non ce l’avevano”. Il tono è alto, e la frase è pronunciata di fronte a diverse persone che girano la testa accorgendosi della provocazione. Mi sembra di vede…

Filippo di Vittorio Alfieri - A teatro (2)

Torino. Teatro Carignano. Scena altamente drammatica. Di fronte alla giovane seconda moglie, Isabella, il Re Filippo incalza il figlio Carlo accusandolo di tradimento e cospirazione. In realtà Filippo spera che Carlo e Isabella si tradiscano e mostrino i segni della passione che li unisce.

FILIPPO (a Isabella)
Tel deggio, ed a te sola io ‘l deggio. Per te il mio sdegno oggi ho represso, e in suono dolce di padre, ho il mio figliuol garrito. Pur ch’io pentir mai non men debba!
(a Carlo) O figlio, a non tradir sua speme, a vie piú sempre grato a lei farti, pensa.
(a Isabella) E tu, regina, perché piú ognor di bene in meglio ei vada, piú spesso il vedi,... e a lui favella,... e il guida.
(a Carlo) E tu, la udrai, senza sfuggirla. – Io ‘l voglio.

Escono Carlo e Isabella, e Filippo resta solo con Gomez, il suo fidato servitore.

FILIPPO: Udisti?
GOMEZ: Udii.

Un cellulare, in platea, comincia a suonare.

FILIPPO: Vedesti?
GOMEZ: Io vidi.

Il cellulare emette un fascio di luce che taglia l’oscurità del tea…

Racconti Corsari 2010 - 2 giugno 1946 di Elena Maria Pramauro

Prefazione al racconto "2 giugno 1946" di Erica Maria Pramauro, vincitrice della sezione Over 18 del concorso Racconti Corsari.

La strada che si stende di fronte a Maria è colma di opportunità. Alle spalle di questa giovane c’è la Seconda Guerra Mondiale, con il suo strascico di guerra civile capace di annullare una “sorda, ostinata innocenza”, la sofferenza, gli stenti, la sopraffazione e l’incertezza di un futuro quanto mai ineluttabile.
Eppure le cose cominciano drasticamente a mutare. La rinascita dell’Italia si accompagna a un nuovo e forte ruolo che le donne vogliono esercitare nelle scelte della Nazione, quasi una ricompensa dopo anni di stenti. Maria è conscia che “ci sarebbe stato un tempo per ricordare, per fare i conti con il passato, per onorare la memoria degli spettri che aveva incontrato (…) ma quel giorno si votava, anche le donne votavano, e lei era felice”.
E così che Maria si prepara a quel 2 giugno 1946, indossando le calze di nailon che un militare american…

Racconti Corsari 2010 – La premiazione

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Sabato 27 novembre, Caselle.
Dario De Vecchis, presenta il libro scaturito dalla settima edizione del concorso letterario Racconti Corsari, che resiste anno dopo anno con l’impegno volontario di molti e con lo sguardo sempre rivolto a una iniziativa sociale da sostenere. In un momento caratterizzato da tagli generalizzati alla cultura, quello che sembra un impegno da poco, diventa una montagna da scalare.
Il Presidente di Giuria, Gianluca Favetto, ha sottolineato l’incremento qualitativo dei racconti vincitori, sintomo di buona salute del premio. Sulla crisi della cultura ha ricordato, con una metafora, che l’italiano è una delle poche lingue in cui, nel verbo essere, la coniugazione di io (sono) è la stessa di loro (sono), un invito sotteso a non scegliere la via semplice e sicura della relazione con noi quanto quella del confronto con chi è diverso per idee o senso di appartenenza.
Elena Miglietti parla del problema della comunicazione in pillole. La premiazione è argomentata, analizza…