Internet o non internet?

Sul blog Esperimenti Letterari è riemersa una vecchia questione: pubblicare su internet o su carta? Internet è un primo passo per dare più credibilità al proprio nome in attesa di uscire su carta o l’ultima speranza per chi non riesce a farlo in maniera tradizionale?

A novembre dell’anno scorso scrivevo, ancora ospitato dal mio blog fai da te:

"Pubblicare su internet può non essere solo l’ultima spiaggia per chi non ha trovato il modo di stampare i propri testi su carta. No, non riuscirete mai a farmi credere che sia solo così, se no gli editori a pagamento sarebbero senza lavoro (poverini…)
Credo che il web possa essere un terreno da esplorare: ci sono migliaia di potenziali lettori raggiungibili con un solo click. Il problema sta tutto lì: fargli fare quel dannato click e farglielo fare nella direzione giusta…
(...)E allora me ne frego e pubblico anch’io su internet. (…) Il principale problema che mi viene in mente? La visibilità, come tutto ciò che appare sul web. Internet, più che una rete, è diventata un oceano inflazionato: trovare il pesce che si desidera può diventare dura. (...)"
Poi cercavo una soluzione per far reperire più facilmente i testi in rete (l’e-book diffuso Rethor&Lithil è una delle idee che mi erano venute). R&L ha avuto complessivamente più di tremila contatti e credo sia servito molto. Lo stesso si può dire con gli articoli pubblicati su diverse riviste on line (le ultime collaborazioni sono con Il Refolo o con la redazione de Il Foglio Magazine).

Nonostante tutto, comunque, ammetto che stringere il proprio libro tra le mani ha un suo fascino, soprattutto per uno come me che è abituato a leggere di sera, prima di addormentarsi, bello spaparanzato sul letto. Ci ho provato con il portatile ma è un po’ troppo scomodo. Volete un esempio? Ho scaricato tutti i libri copyleft di Wu Ming ma non ne ho ancora letto uno.
E allora... internet o non internet? Questo è il problema.
In rete:

Commenti

marco cavicchioli ha detto…
tra un paio d'anni la risposta alla tua domanda potrebbe essere molto diversa. fatti un nodo al fazzoletto, così nel 2008 ci si ritorna su per vedere la differenza.
Andrea Borla ha detto…
Ho annodato il filo del muose: va bene lo stesso? ;)

Sicuramente il futuro passa proprio per la rete e per l'informatica. La mia perplessità è, ad oggi, soltanto pratica: finchè si tratta di leggere a video un racconto riesco a farlo, ma un intero libro... Non è questione di stanchezza (passo tutto il giorno di fronte al pc) ma di tempi per la lettura. Se leggo alla sera non posso che farlo nel lettino...

Devo comprarmi un palmare?
nikushimi ha detto…
Certo che avere un libro fra le mani è tutta un'altra cosa... se il libro è tuo, poi, ancora di più. Due autori come noi lo sanno bene, caro Adrea. Però penso che proverò a scrivere un racconto per quell'e-book di Esperimenti Letterari. Parteciperai anche tu allora?
Se non ti spiace ti linko.
Gianmarco
Andrea Borla ha detto…
Carta canta, come si diceva un tempo! Sarà pure un supporto "antico" ma ha un fascino incredibile. Quando poi è il tuo...

Sì, parteciperò, anche se vedo che la mail con il racconto mi è tornata indietro. Segno del destino? O errore di battitura nell'indirizzo?

Linkami, linkami che mi fa piacere. Appena rimetto mano al mio sito farò lo stesso.
la gatta ha detto…
carta, carta, per sempre carta!!!
e si che mi considero tecnologicamente avanzata...però al libro di carta non riesco a rinunciare..
pensa che nemmeno al lavoro riesco a far a meno dello stampato...
una lettera posso legerla e correggerla a schermo, ma un documento piu' complesso, come un contratto, devo stamparlo per capirlo...

sono romantica e antiquata, ma per me un libro è, oltre al suo contentuo, anche la sua copertina (che magari è proprio quello che ti attrae), l'odore della carta, il carattere tipografico, il vedere il segnalibro che si sposta ll'interno del libro..
e si, poi anche il segnalibro, ne ho tanti e scelgo quello da usare in base al libro che leggo...
e avere un libro nella borsa, sbirciare che cosa legge il vicino in aereo (che cosa sbircio altrimenti? la marca del pc o del palmare???)

no, io voto decisamente per il libro, anche se ormai nella mia piccola casa non so piu' dove metterli...
e poi vuoi mettere curiosare nelle librerie altrui quando resti solo in una stanza? che cosa legge la gente dice tanto...
e con gli ebook sparirebbero le librerie, certo, gli alberi si salverebbero, ma con che cosa potrei sostituire la almeno mezz'ora passata in libreria a leggiucchiare qua e là?

chissà, magari qualcuno parlava così quando dagli amanuensi si passò al libri a stampa...e magari il tempo mi darà torto, ma per ora non riesco a pensare a un mondo senza libri di carta...
Andrea Borla ha detto…
E' verissimo: posso scrivere a video tutto quello che voglio, ma un documento complesso devo assolutamente correggerlo a mano. Non è una questione di abilità ("A video non vedo gli errori") ma di atteggiamento mentale. Prendo la biro, scrivo, riscrivo, appunto, cancello, tutte cose che non posso che fare con la biro.

E farò così anche per l'ebook, anche se sembra un paradosso. manco a dirlo, l'ho appena fatto per due brevi sceneggiature a fumetti che verranno illustrate e pubblicate on line "a breve".

L'unica speranza per gli alberi dell'Amazzonia? Stampo sempre su carta da riciclo, e sempre su tutti e due i lati. Non servirà a molto, ma magari non avrò un alberello sulla coscienza.

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