In progress

Scelgo il 29 febbraio per riesumarmi dal silenzio. Posso dire che in questo periodo scrivo molto ma concludo poco. Se da un lato le pratiche amministrative mi sommergono, il poco tempo libero viene sottratto da chi, per un motivo o per l’altro, viene a chiedere una lettera, un discorso, una traccia, un pensiero, una risposta, un’invettiva, il tutto confezionato con il giusto stile, che ben si sposi con le caratteristiche del richiedente, e i giusti tempi, visto che tutti, ma proprio tutti, hanno una fretta dell’accidente, manco avessero la Nera Signora alle costole.
C’è chi si lamenta, chi mette le mani avanti, chi fa un passo indietro, chi lancia avvertimenti o velate minacce, chi si mostra titubante, chi non è stato ben compreso, chi non ha compreso gli altri, chi non comprende del tutto. Un guazzabuglio di voci che pretendono di essere tradotte in segni e trasportate sulla carta, fissate e rese immortali. Per quanto ne valga la pena, ovviamente. E pensare che non sono ancora arrivate le elezioni.
A volte mi vengono in mente gli scribi moderni, quelli che assistevano gli emigranti che inviare lettere ai loro cari rimasti al paese. Il loro ufficio, se possiamo chiamarlo così, era posto agli angoli della strada: un tavolino, una penna, un calamaio, qualche foglio, due sedie, una per lui, una per il cliente. Io opero in un contesto ben diverso, ma solo perché la tecnologia ha aggiornato il modo in cui quel mestiere, se così si può chiamare, viene svolto.
E nel frattempo? Correggo le bozze di Cerchi, che finalmente vedrà la luce (spero) nel giro di qualche mese, magari proprio per la Fiera del Libro di Torino. E lavoro alla seconda edizione di Odio, in uscita (spero) per marzo, con qualche capitolo in più e una veste grafica ed editoriale più accattivante.
Ma, tanto per ingannare l’attesa, sono a disposizione: se qualcuno deve scrivere una lettera o un discorso, non esiti a contattarmi. Capiufficio, amministratori di condominio, insegnanti di musica svogliati, vicini di casa molesti, pensionati immobili nel tempo, giovani troppo focosi. Qualunque sia la categoria a cui volete rivolgervi… eccomi, non esitate. Prezzi modici, massima discrezione, celerità e (spero) professionalità.

Commenti

Betty ha detto…
qundi, ti vendi... Interessante.
Quasi quasi ti prendo in considerazione per gli avvisi scolastici, visto che c'è sempre qualcosa di poco chiaro per le famiglie: soldi che non arrivano a destinazione, occorrente che manca sempre....magari con uno stile accattivante...

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