Facebook (3)

Se addirittura Il Sole 24 dedica un volume a Facebook e ai social network, vuol dire che la questione è molto più preoccupante di quel che si poteva pensare.
Nel ho già parlato due volte (una e due) eppure ogni tanto scopro aspetti prima sconosciuti: i test. No, non c’entra niente con l’intelligenza: i temi sono più variegati e interessanti. Quale Cavaliere delle Zodiaco sei? Quale tipo di criminale sei? Quale canzone dei Metallica sei? Quale personaggio di vari cartoni animati sei? Quale angelo, rettile, cioccolato, dinosauro, colore, pinguino sei? E ancora “quando morirai”, “chi eri nel passato” e l’onnicomprensivo “quale di questi quiz mi dice qualcosa di me stesso”. E se non siete ancora sazi provate “quale parte del corpo sei?”! Io non ho trovato la forza di rispondere: avevo davvero paura del possibile risultato.
E poi ci sono i gruppi di cui non si può fare a meno di entrare a far parte, decine, centinaia, migliaia di persone accomunate dallo stesso obiettivo, dagli stessi sogni, dalle stesse caratteristiche. Sì, le comitive di ex allievi, ma non è sufficiente. Cosa ne dite di “Quelli che leggono sulla porta TIRARE ma con tutte le loro forze SPINGONO”, dell’”Associazione per la diffusione del bidet in tutti i paesi del mondo” o di quella più seria “Adotta anche tu un operaio custode dei telefoni alla Reggia di Venaria”? Il mio gruppo preferito? “Non vorresti colpire il gattino Virgola con una mazza da golf?”. Sì, lo voglio.
Un aspetto positivo, però c’è: il cosiddetto stato, quello che fai in quel preciso momento, quello che pensi, quello che vuoi comunicare al mondo (virtuale). L’ho fatto anch’io, naturalmente, spremendomi il cervello per dire qualcosa di intelligente, o affidandomi a quel poca sensibilità residua che mi rimane. L’unica controindicazione? Tutte le frasi cominciano con “Andrea…” e obbligano a parlare di sé in terza persona. Un po’ schizofrenico, non trovate? Ecco alcuni esempi definitivi.
Andrea pensa che ogni cosa sia metafora di qualcos’altro, ma non ha ben chiare le implicazioni di questo concetto.
Andrea pensa che il qualunquismo sia colpa di Kant.
Andrea è convinto che i critici siano come quelli che parlano sempre di sesso e passano la vita a guardare gli altri che lo fanno.
Ma soprattutto Andrea ha scoperto di avere le doppie punte nella barba.
Fidatevi: è un’esperienza davvero drammatica!

Commenti

Betty ha detto…
Hai ragione! Io rifiuto sempre gli inviti ai quiz, tranne il club Balme beach, perchè mi piaceva tanto l'idea della spiaggia. E' crollato tutto però...avevo capito male.
Qundi sei su face e non mi fai amica?!!! Fonderò il club dei nemici degli aspiranti scrittori famosi. Rimedia subito!

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