31/03/09

Il personaggio famoso (2)

Dovrei parlare del Grinzane, dei concorsi letterari più o meno truccati, delle spintarelle e degli spintoni, degli abusi di potere e di quelli dei presuntuosi. Invece parlo d’altro. O forse no.
Dopo una paio d’anni in cui non ci capitava di incontrarci, qualche domenica fa ho fatto quattro chiacchiere con Luigi Martinale (spot pubblicitario), pianista jazz a cui è affidato un cameo in un capitolo di In prima persona. Dopo un po’, senza vittimismo o invidia, il discorso è caduto sulle caratteristiche e sui mali del mondo artistico odierno, sia musicale che letterario: conoscenze, opportunità, conoscenze, risultati, conoscenze, pubblicità, conoscenze e ancora conoscenze.
E allora, in un periodo in cui la Torino letteraria è colpita (ah!) dallo scandalo (scandalo?) inaspettato e impensabile (ma davvero?) di premi letterari gestiti in maniera allegra (sdegno, disprezzo e stupore!), la mia memoria non è potuta che correre a un incontro avuto mesi fa con un fantomatico Personaggio Famoso, la personificazione del concetto di conoscenze ripetuto all’ennesima potenza.
Come ampiamente previsto e anche ben prevedibile, il la contatteremo con cui è terminato il nostro incontro si è tramutato in un velo di silenzio. Però, si badi bene: non mi lamento per un mancato invito o una scarsa considerazione. Lo dico con sincerità, anche perché sono piuttosto disilluso nei confronti del mondo. È che voglio contraddire una leggenda metropolitana: per emergere non servono le semplici conoscenze, ma quelle che io definisco conoscenze fattive, personaggi importanti che impiegano un po’ del loro tempo per la causa di personaggi (per il momento) meno importanti. Questo fa diventare più complessa la pronuncia dello scioglilingua conoscenze fattive, opportunità, conoscenze fattive, risultati, conoscenze fattive, pubblicità, conoscenze fattive e ancora conoscenze fattive, ma rende questo concetto molto più vicino alla realtà.

23/03/09

Paolo Fox

Sotto mentite spoglie...
Egr. Sig. Fox
Mi chiamo Francesco e sono nato il 18 ottobre 1964 sotto il segno della bilancia (con ascendente pesci). Nei vent’anni di matrimonio che mi sono lasciato alle spalle, ho avuto sostanzialmente un buon rapporto con mia moglie, con gli alti e i bassi che contraddistinguono ogni storia a due.

I figli, la casa, gli scossoni della vita: abbiamo superato tutto guardando avanti con grande fiducia. Questo fino a tre settimane fa.
Mia moglie è toro ascendente capricorno: molto possessiva, molto “terrestre”, molto gelosa. Ogni domenica segue assiduamente la sua trasmissione su Rai Due, fedele al motto “non credete all’oroscopo: verificatelo”. Così ha deciso di prestare fede a questo consiglio con la precisa (e anche un po’ ottusa) fermezza del toro.

Da quel momento non vivo più. Perché? Perché è quasi un mese che le sente ripetere che la bilancia vive storie parallele e che verrà scoperta; che con Venere in opposizione non è il caso di tenere il piede in due scarpe; che dobbiamo scegliere mettendo chiarezza nella nostra vita. E da allora non fa che assillarmi con domande, telefonate, visite inaspettate in studio.

Non ne posso più. Non ho una storia parallela. E il paradosso è che, se l’avessi, ne trarrei comunque qualche aspetto positivo, mentre allo stato attuale ne subisco soltanto quelli negativi. Se mia moglie non smette di tormentarmi con la sua gelosia immotivata, credo che il nostro rapporto dovrà sopportare il trauma di una frattura. “Ma la gelosia non è immotivata!” si scusa lei come se fosse la cosa più normale del mondo. “L’ha detto Paolo Fox che hai un’amante e che questo è il periodo giusto per scoprirti!”

Vede, Sig. Fox, non è che io non abbia mai pensato a correre dietro alle gonnelle di altre signore. È che non ho i mezzi per farlo. Ci vuole impegno e dedizione, e soprattutto ci vuole tempo da dedicare a questa attività, tutte cose che non ho. I maligni potranno dire che non ho mai tradito perché non ho trovato nessuna donna disponibile ad assecondarmi. E forse è vero: se non ci sono le occasioni, è difficile cadere in tentazione. Ma, comunque siano andate le cose, perché devo sorbirmi lo stress di una moglie gelosa solo perché lei continua a cantilenare “la bilancia tradisce”, “la bilancia verrà scoperta”, “la bilancia deve decidersi”?

La prego, pertanto, di rivedere le sue affermazioni, stelle e congiunzioni permettendo. E soprattutto di evitare di istigare i suoi telespettatori a verificare: potrebbe anche capitare che le (testarde) mogli del toro decidano di farlo, facendo ricadere le conseguenze sui mariti (fedeli) della bilancia.

Fiducioso in un suo interessamento, mi è gradita l’occasione per salutarla cordialmente.

Francesco Della Rocca

17/03/09

Libri e crisi mondiale

I telegiornali strillano a pieni polmoni la notizia dell’aumento delle vendite di libri, nonostante la crisi internazionale che sembra stritolare il mondo intero. Anzi, proprio a causa della crisi.
Alberoni, chiamato a commentare la notizia, afferma che la cosa è risaputa: più crisi, più letture. Nei periodi difficili gli uomini cercano di migliorare, di cambiare, di evolversi, e per farlo hanno bisogno di informazioni. Insomma, se la crisi è il motore della crescita, il sapere è la benzina che mette in moto gli ingranaggi.
Il sapere è indispensabile quando si vogliono fare cose nuove. E il sapere deriva dalla lettura, oltre che dal consumo di spettacoli, cinema, ecc. E la tv? E i giornali? “Lotta tra X Factor e Amici” e “Grande Fratello: due eliminazioni attendono i concorrenti” sono alcuni titoli che estraggo a caso da La Stampa.
Aumentano le vendite. Ma di libri. Non di quotidiani. E non so se è proprio un male.

09/03/09

Frasi marzo 2009

Lui: “Non è bello quel che è bello, ma…”
Lei: “Non è questione di cosa sia bello o no. Il problema è ciò che si trova in circolazione”.

Dove?
“Stanno tutti in guardinga”.

Lui: “Ho Venere in opposizione”.
Lei: “Eh, cosa vuoi? Contro i pianeti non si può fare proprio nulla”.

Lei: “Sei riuscito a chiudere il computer?”
Lui: “Sì, perché?”
Lei: “Ma non avevi problemi con la chiavetta?”

Lui: “Non ti fai più la permanente?”
Lei: “No, da quando ho scoperto che per farla i parrucchieri usano l’acido tioglicolico”.
Lui: “Perché?”
Lei: “Perché è un prodotto delle deiezioni. Bello farselo spalmare in testa, no?”