Polvere e letteratura

Con un po’ di tristezza sfoglio le pagine che La Stampa dedica ai libri. Con tristezza perché appaiono avvolte da un grigiore che non sa soltanto di austerità ma di ambiente polveroso e antico.
Non si può negare che la lettura non sia percepita dal grande pubblico come un divertimento da sballo: sembra un passatempo per noiosi intellettuali che magari tanto intelligenti non sono nemmeno, che si credono tali o si danno un tono di superiorità. Insomma, non è il miglior argomento da sfoggiare per far colpo sulle fanciulle.
Ma se in aggiunta ci mettiamo anche una coltre di noiosità grafica e sostanziale, allora vuol dire che non è la letteratura ad appagarci: è il masochismo.
Nomi, commenti e foto di autori degli anni ’40, ’50 e (tenetevi forti) addirittura degli anni ’60. Un tripudio di freschezza. E che dire della commemorazione di un esegeta “a settant’anni dalla sua morte”? Con tutto il rispetto dovuto, ovviamente.
Mi tiro un po’ su di morale (strano a dirsi) quando guardo le classifiche dei libri più venduti. Passo dalle cariatidi ai guru preconfezionati della letteratura moderna, con un salto in avanti di decenni da cui non mi aspetto niente. Per una volta vedo qualcosa che mi stupisce. Nelle classifiche dei libri più venduti. Mi stupisce. Classifiche, libri, stupore… Me lo ripeto per prendere coscienza. Di cosa? Al settimo posto della categoria Varie c’è un dizionario di latino, mentre al secondo della categoria Ragazzi c’è Il mio primo dizionario. Dov’è la notizia? La scuola influenza le classifiche di vendita. Perché nessuno scrive un articolo su questo evento? No, meglio occuparsi del grigiore.
Poi l’occhio cade su un trafiletto: dal 25 settembre al 2° ottobre, in America si celebra la settimana dei libri messi al bando, la Banned Books Week. È il risultato dell’idiota e ottusa prevenzione culturale di associazioni di genitori e gruppi cristiani ultra-ortodossi (sì, non ci sono solo quelli arabi. Stupiti, vero?). Il sito dell'ALA (American Library Association) mostra una vera e propria mappa del risultato dell’ignoranza e della paura che dovrebbe farmi rabbrividire.
Eppure, forse per un gioco di luci e ombre, realizzo che questa notizia riesce ad apparire ai miei occhi più interessante rispetto ai vecchi dinosauri della letteratura, mostrati nelle pagine precedenti. Due dizionari comprati a settembre, giusto in tempo per l’inizio delle scuole, e una lista di libri messi all’indice: è strano come due eventi così lontani e distanti sembrano capaci di spazzare via polvere e ragnatele.

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