Pater Noster – i temi

Ciò che mi ha stupito di Pater Noster è il modo in cui gli autori coinvolti nel progetto hanno declinato in maniera varia e spesso inaspettata le storie nate dai singoli versi, a volte integrando nelle vicende il tema religioso, a volte allontanandosene di proposito. Tra i primi spiccano Emiliano Maramonte (Sia fatta la tua volontà) e Maurizio Cometto (Come in cielo e così in terra), che hanno scelto come mezzo espressivo il racconto fantastico. Sotto questo profilo, a loro si aggiunge Fabio Lastrucci (Come noi li rimettiamo ai nostri debitori) che conduce il lettore in mezzo a una lotta tra Bene e Male di ambientazione medievale.
Diversi racconti presentano drammi familiari di varia natura, spaziando dal thriller all’horror: dalla perdita di una persona cara (Sia santificato il tuo nome di Simone Pazzaglia) ai dissapori tra genero e suocera (Che sei nei cieli di Valerio Biagi), dalla violenza domestica (Ma liberaci dal male di Matteo Gambaro) alla disgregazione degli affetti (Padre Nostro, il racconto onirico di Simona Pazzaglia con cui si apre la raccolta).
Due esempi molto diversi di ossessione e di follia vengono infine da Rimetti a noi i nostri debiti di Alessio Gradogna (un assassino che vede nella morte un premio per le sue vittime) e da Non ci indurre in tentazione di Gordiano Lupi, un testo a metà tra il ricordo e la finzione.
Alcuni autori si sono concentrati sugli aspetti psicologici e intimisti dei personaggi, come nel caso dell’ammiratore che innalza a dio il suo scrittore preferito (Dacci oggi il nostro pane quotidiano di Laura Fidaleo) o il musicista di Venga il tuo regno di Alessandro Del Gaudio, tradito artisticamente e sentimentalmente.
Tanti temi, tanti modi di raccontare le storie nate dai singoli versi. Un solo denominatore comune: dodici vittime e dodici preghiere che gli autori sembrano pronunciare per loro.

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