17/02/11

Pater Noster – Presentazione on line su Bravi Autori

Non l’avevo mai fatto, ma c’è sempre una prima volta. Uno dei vantaggi che rilevo in una presentazione on line, come quella di ieri sera sul sito Bravi Autori, è la possibilità di mettere assieme persone molto distanti tra loro. E non parlo soltanto di lettori, ma anche degli stessi autori della raccolta, distribuiti in tutta Italia.
Poi, certo, ci vuole coraggio a presentarsi in un contesto globale, o comunque ben superiore a quello locale. Le alternative sono di alto (alto?) livello: su Rai Uno c’è San Remo, su Rai Due gli ottavi di finale di Champions, sul Italia Uno Romanzo Criminale. Cosa sceglierei? La miniserie Moana su La7, ovviamente.
Se alcuni temi erano già emersi durante le presentazioni tradizionali (le quote rosa, la conoscenza degli autori tra loro, ecc.) altri sono argomenti nuovi e meritano di essere sviscerati:
Il seguito della raccolta (la cornice): che un seguito ci possa essere è scritto nella cornice stessa della raccolta. Nel racconto “Amen”, Padre Michele chiede a Piero Scacchi cosa vuole in cambio dell’aiuto che ha dato a un “innocente per cui pregare”. Inaspettatamente (credo) Scacchi sembra declinare l’invito: se in un futuro ci sarà l’occasione, sarà lui a chiedere l’aiuto del sacerdote. Il seguito potrà venire proprio da quell’occasione.
Il seguito della raccolta (la forma): il Padre Nostro riscritto da sole autrici (quello che qualcuno scherzosamente ha definito Madre Nostra), tanto per riequilibrare la questione delle quote rosa; o il Credo, con un testo più lungo, più complesso ma, secondo me, più difficile da trasformare in un testo letterario. E poi, se il Padre Nostro lo conoscono (quasi) tutti… sul Credo, chi può scagliare la prima pietra?
Il testo del Padre Nostro: il tema è introdotto proprio dall’argomento precedente: quale testo utilizzare per il Credo (ce ne sono diversi)? E allora, quale per il Padre Nostro? È uno dei problemi che ho affrontato all'inizio, quando pensavo a come dar vita alla raccolta. La questione è complessa: basta una virgola, una parola o il classico punto per cui Martin perse la cappa, per scatenare guerre teologiche che poco appassionano i credenti. La soluzione che ho trovato è stata semplice: mi rifaccio al testo che mi ha insegnato mia nonna, quello “che conoscono tutti”, quello che si può leggere nell’indice della raccolta. Punto. Sono "antico" ma non mi interessa.
E poi, godibilmente, sulla fine il discorso è virato sul rapporto tra racconto e romanzo, una discussione che può andare avanti più a lungo di quello sul sesso degli angeli (ma che è molto più interessante). Chi si è perso la serata (e questo è un ulteriore elemento di novità) può tornare sul forum e leggere a posteriori gli interventi. Il consiglio vale per tutti, anche per chi ha scelto San Remo o, ancor meglio, il telefilm su Moana.

01/02/11

Tnovismi e narcisismo

Ne ho sentito parlare per la prima volta in radio, in quella che fu la trasmissione Condor con Luca Sofri. Mi vengono in mente proprio adesso, mentre passo da un canale all'altro premendo con le dita sul volante. Ogni tanto ne trovo uno quando smanetto per mandare un sms. Sono i tinovismi (T9ismi), una sottospecie di neologismi derivanti dall’uso del T9, la tecnologia che aiuta a scrivere più velocemente sul cellulare. Digito i tasti 8-8-4-5-4-9-9-2-8-6-7-3 e il T9 capisce che voglio scrivere utilizzatore, digito 3-4-6-2-5-3 e il T9 capisce che intendo finale, anche se, il T9, non ha la più pallida idea di cosa sia un utilizzatore finale.
Fin qui tutto semplice. Ma la combinazione dei tasti può dare origine a più significati. 7-2-3-7-3 può essere padre, paese o scese, come 2-6-7-4-2 può essere copia, ansia o ampia.
Così resto ipnotizzato a provare tutte le combinazioni di tasti che mi vengono in mente, e lo faccio per un bel po’, dimenticandomi delle lancette dell’orologio. È più ipnotico del Tamagochi o del Bunga Bunga, o dell’ancora più inquietante Bunga Bunga col Tamagochi. In sottofondo la radio, senza più Condor e senza più Luca Sofri. Una sola notizia desta la mia coscienza assopita: alcuni ricercatori hanno dimostrato che il narcisismo non è una malattia. “Evviva!” penso. “Sono guarito! Anzi, a ben vedere, non sono mai stato malato”.
Questo pensiero si ferma nella mia mente un attimo appena, una sola frazione di secondo: i T9ismi reclamano attenzione. È così continuo a smanettare e riesco a trovare 2-2-7-7-2 per cappa, barra, capra, cassa e bassa o 2-2-7-8-2 per basta, acqua, carta, casta, capua e capta o ancora 2-2-7-7-6-6-3 per cartone e bastone, per non parlare del T9ismo più conosciuto e inquietante: 3-2-7-2-4-7-6-6 per ebraismo e fascismo.
Narcisismo (6-2-7-2-4-7-4-7-6-6), invece, è del tutto univoco, nonostante la verità duplicata in uno specchio.