Chiudo (per il momento) il ripescaggio dei
vecchi post del 2005 parlando dei commenti all’uscita della (fu) prima edizione di
In prima persona.
Ho ricevuto una recensione prima ancora che il libro uscisse! Una cosa che viene riservata solo agli scrittori di grido, quelli che vendono talmente tante copie da generare in automatico dei best seller a ogni loro nuova pubblicazione.
“Ne sei felice?” C’è da chiederlo? Ovviamente! Ecco il testo:
“Dopo aver letto il tuo libro, visto che parli in prima persona, l’unica cosa che posso consigliarti è uno psichiatra. Mamma.”Visto che qualcuno prosegue nella lettura ecco arrivare i primi commenti, tutti positivi.
“Be’, il formato è comodo per fare i pacchi regalo.”
Sono entusiasta dell’apprezzamento! Ne ho parlato con un amico che, in gioventù, faceva il venditore di enciclopedie. Ha detto di non preoccuparmi. “Sai qual era la domanda più frequente che mi facevano i miei clienti?
Di che colore è l’enciclopedia? Si intonerà con il mio arredamento?”
Alcuni danno una testimonianza fisica dell’impegno che hanno messo nel leggere il libro. Mi mostrano i segnalibri che spuntano dalle pagine e mi aggiornano di volta in volta sul procedere dei loro sforzi.“Sono arrivato a pagina 15”, “Io a pagina 20”, “Io ne ho lette due in più di te.”
Non ho capito se lo facciano per tranquillizzarmi o per buona educazione.
Un amico entra con foga nel mio ufficio. “Ma è vero che hai scritto un libro? Dai, raccontami!” Faccio un breve riassunto. “Eh, va bene che adesso scrivon tutti!”
Quelli che ammettono di non aver ancora cominciato a leggere il libro hanno un altro ritornello. “Finisco quello che sto leggendo e poi ti giuro che leggo il tuo.” Visto che sono un po’ bastardo, chiedo a tutti cosa stanno leggendo. “Mm… sai… vediamo…”
Una collega entra nel mio ufficio. Per prevenire ogni mia domanda arrocca subito. “Appena finisco quello che sto leggendo comincio il tuo.” Eccola! Ma sono sicuro di prendere anche te in contropiede. “Cosa leggi di bello?” “Il libro del Papa”. Be’, ubi major…