In progress
Scelgo il 29 febbraio per riesumarmi dal silenzio. Posso dire che in questo periodo scrivo molto ma concludo poco. Se da un lato le pratiche amministrative mi sommergono, il poco tempo libero viene sottratto da chi, per un motivo o per l’altro, viene a chiedere una lettera, un discorso, una traccia, un pensiero, una risposta, un’invettiva, il tutto confezionato con il giusto stile, che ben si sposi con le caratteristiche del richiedente, e i giusti tempi, visto che tutti, ma proprio tutti, hanno una fretta dell’accidente, manco avessero la Nera Signora alle costole. C’è chi si lamenta, chi mette le mani avanti, chi fa un passo indietro, chi lancia avvertimenti o velate minacce, chi si mostra titubante, chi non è stato ben compreso, chi non ha compreso gli altri, chi non comprende del tutto. Un guazzabuglio di voci che pretendono di essere tradotte in segni e trasportate sulla carta, fissate e rese immortali. Per quanto ne valga la pena, ovviamente. E pensare che non sono ancora arrivat...