29/11/10

Racconti Corsari 2010 – I vincitori


“Un tempo si diceva che l’Italia ereditava dalle sue migliaia di comunità quella forza e quella ragione d’essere che la unificava in un enorme laboratorio di idee e iniziative” scrive Dario De Vecchis nella prefazione del libro che raccoglie i racconti vincitori della settima edizione del premio letterario Racconti Corsari. Contro l’individualismo e la separazione, “il messaggio che abbiamo individuato con i racconti vincitori è invece stato quello di un forte recupero del passato, l’esaltazione della memoria per riproporre il bisogno di confrontarsi e di costruire un’identità comune”.
Il sottotitolo del libro riprende proprio questo concetto ("Le periferie raccontano le memorie del mondo") e trova la sua esplicazione nei racconti vincitori delle diverse sezioni:
- Tema libero: “2 Giugno 1946” di Erica Maria Pramauro
- Viaggi: “Barona” di Luigi Spiota
- Sport: “Il bollito di zia Nives e il dribbling di George Best” di Massimo Cerina
- Piemonte: “Il giorno perfetto” di Emanuela Basso
- Fiabe: “Topolone e Caterina” di Laura Muscarà
A tutti vanno i complimenti della Giuria.

16/11/10

Barack Obama

E dire che oggi volevo parlare di un servizio di Rai Due sulle librerie, sull’incremento delle vendite della grande distribuzione, sul problema degli sconti e dei prezzi. E invece mi tocca parlare di Barack Obama.
Sì, perché anche Obama ha ceduto alla tentazione e ha scritto un libro. L’attenuante è che i principali destinatari siano le sue figlie (che incontra ogni giorno e a cui avrebbe potuto consegnare di persona un manoscritto o, ancora meglio, spiegar loro di persona il suo pensiero, senza dare alle stampe un libro) e che il volume parli di figure imprescindibili della Storia come Martin Luther King. Ma è sufficiente?
Be’ meglio Obama di Ruby Rubacuori, delle veline, dei calciatori, dei politici, dei conduttori, dei giornalisti, dei gossippari (di fronte a questo neologismo avventato Word si infuria e corregge in gossip-staccato-pari), dei paparazzi, dei cuochi, dei cantanti, dei VIP, dei maggiordomi dei VIP, delle amanti dei VIP, delle escort pagate dai VIP, dei comici, degli attori, degli psicologi, dei sessuologi,
Ecco, alla fine meglio Obama. Quando, però, avremo lo stupore di vedere il mondo applaudire un libro scritto da uno scrittore?

11/11/10

Pater Noster – la finzione narrativa

Uno degli espedienti per rendere meno frammentaria una raccolta di racconti (la cosiddetta cornice) è la ricerca di un filo conduttore che guidi il lettore tappa dopo tappa. Di esempi ce ne sarebbero decine e decine, a partire da Mille e una notte per arrivare al Decameron.
La finzione letteraria vuole questi racconti attribuiti alla penna di Piero Scacchi, il protagonista di Odio e autore di Cerchi, un novello Zeno Cosini che, incarcerato per un omicidio di cui non si è mai pentito, scrive per fornire al suo psicanalista sempre nuovo materiale con cui arricchire la conoscenza della sua mente.
Nell’introduzione (intitolata Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo) Piero viene convocato in segreto da Don Michele, il cappellano del carcere, che gli fa consegnare un santino. Sul retro è riportato il Padre Nostro, con l’indicazione dell’ora dell’appuntamento. Il sacerdote chiede aiuto al detenuto per un innocente che è stato arrestato, che definisce una vittima per cui pregare. Tuttavia non aggiunte altri particolari lasciando a Piero Scacchi e ai suoi due compagni di cella (Carlos e il Professore) il compito di ricostruire identità e storia della persona affidata alle loro cure.
Quando Don Michele si allontana per prepararsi per la messa, Piero resta seduto nel banco della piccola cappella, solo a meditare sul Padre Nostro, da cui trae spunto per i racconti che compongono la raccolta. Chi sia l’innocente che il cappellano affida a Scacchi verrà svelato nel racconto conclusivo, intitolato Amen.

08/11/10

Polvere e letteratura (2)

È passato più di un mese da quando, dopo aver sfogliato le pagine de La Stampa dedicate ai libri, parlavo di polvere e letteratura. Certo, tra formazione e ottusità da un lato e grigiore dall’altro, non avevo il minimo dubbio per chi tifare.
Eppure, oggi, anche le mie parole sono diventate polverose come le immagini che criticavo. Il tempo è troppo veloce e l'obsolescenza arrugginisce l'uomo insieme ai suoi pensieri.
Sì, forse ha ragione
Alessandro Cascio, quando, con una certa dose di provocante pessimismo, dice che “in Italia l'ultima cosa di davvero grande che l'editoria è riuscita a portare al grande pubblico mondiale è stato "Il nome della rosa" 25 anni fa. Non esiste un Twilight italiano, un Harry Potter, neanche un Diario di Bridget Jones, un I Love shopping e un Il diavolo veste Prada. La commedia letteraria brillante non esiste, non c'è una nuova beat italiana, non abbiamo un Underground valido come i giapponesi, anzi, il nostro Underground viene snobbato. (…) Non c'è Cyber Punk di livello, non c'è Pulp di livello, non c'è Fantasy di livello, non c'è generazionale di livello, c'è solo un ricordo dei vecchi, dei morti, dei morenti”.
Forse la via di uscita da questa situazione è da ricercare nel paradosso stesso della tecnologia? È sua la colpa se tutto è già vecchio dopo un attimo, eppure è da lei che sembra poter venire la salvezza: entro fine mese l'inserto sui libri de La Stampa sbarcherà su ipod nella sua versione digitale. Questo apparente passo avanti ridirà a portare nuova linfa alla letteratura o sarà semplicemente un po’ di colore a qualcosa di vecchio e già visto e stravisto?
Onestamente non lo so
, come non so se essere felice o meno di questo sempre maggiore connubio tra tecnologia e letteratura. Ne prendo semplicemente atto, confidando che i contenuti aggiuntivi foto, interviste, filmati siano in grado di eliminare il grigiore. Come se, alla fine, interessi davvero a qualcuno.

04/11/10

Pater Noster – i temi

Ciò che mi ha stupito di Pater Noster è il modo in cui gli autori coinvolti nel progetto hanno declinato in maniera varia e spesso inaspettata le storie nate dai singoli versi, a volte integrando nelle vicende il tema religioso, a volte allontanandosene di proposito. Tra i primi spiccano Emiliano Maramonte (Sia fatta la tua volontà) e Maurizio Cometto (Come in cielo e così in terra), che hanno scelto come mezzo espressivo il racconto fantastico. Sotto questo profilo, a loro si aggiunge Fabio Lastrucci (Come noi li rimettiamo ai nostri debitori) che conduce il lettore in mezzo a una lotta tra Bene e Male di ambientazione medievale.
Diversi racconti presentano drammi familiari di varia natura, spaziando dal thriller all’horror: dalla perdita di una persona cara (Sia santificato il tuo nome di Simone Pazzaglia) ai dissapori tra genero e suocera (Che sei nei cieli di Valerio Biagi), dalla violenza domestica (Ma liberaci dal male di Matteo Gambaro) alla disgregazione degli affetti (Padre Nostro, il racconto onirico di Simona Pazzaglia con cui si apre la raccolta).
Due esempi molto diversi di ossessione e di follia vengono infine da Rimetti a noi i nostri debiti di Alessio Gradogna (un assassino che vede nella morte un premio per le sue vittime) e da Non ci indurre in tentazione di Gordiano Lupi, un testo a metà tra il ricordo e la finzione.
Alcuni autori si sono concentrati sugli aspetti psicologici e intimisti dei personaggi, come nel caso dell’ammiratore che innalza a dio il suo scrittore preferito (Dacci oggi il nostro pane quotidiano di Laura Fidaleo) o il musicista di Venga il tuo regno di Alessandro Del Gaudio, tradito artisticamente e sentimentalmente.
Tanti temi, tanti modi di raccontare le storie nate dai singoli versi. Un solo denominatore comune: dodici vittime e dodici preghiere che gli autori sembrano pronunciare per loro.

02/11/10

Forma e sostanza della narrazione - Fabrizio Fulio Bragoni

Negli anni dedicati alla scrittura ho maturato una teoria: anche la forma ha un peso. Dietro questa conclusione apparentemente banale c’è una realtà ben difficile da digerire per un aspirante scrittore famoso: a essere determinante in un libro non è soltanto la sostanza, il contenuto, l’opera. Anzi, questi elementi passano spesso in secondo piano.
Un argomento oggettivamente a favore dei detrattori degli aspiranti scrittori famosi è la quantità di materiale che viene pubblicato giorno dopo giorno. Lo scaffale delle novità delle grandi case editrici è sempre gravido di nuovi titoli, e lo stesso capita, con le dovute proporzioni, per quelle piccole.
Come emergere da questo oceano di titoli? L'unica soluzione che mi è venuta in mente è l'aggiunta di un elemento di forma a quello imprescindibile della sostanza. In Odio questo elemento è il giallo al contrario, in cui l'identità del colpevole è nota sin dall'inizio mentre resta da scoprire quella della vittima. In Pater Noster la forma influenza fortemente la sostanza, con un racconto per ogni strofa della preghiera.
Durante un incontro con una scolaresca, una ragazza mi ha chiesto come mai i racconti di Cerchi sono collegati tra loro. “Per vendere più libri” le ho risposto.
La forma diventa così uno strumento di marketing (i racconti collegati in una struttura circolare che permette al lettore di iniziare da un capitolo a caso) e il marketing consente di cercare di emergere dall'oceano indistinto delle pubblicazioni.
Un esempio un po’ estremo di questo processo viene da Fabrizio Fulio Bragoni, critico di Non Solo Noir, che sabato 6 novembre alle 19.00 in via S. Anselmo 21 a Torino presenterà il suo racconto Excipit/Incipit . In una libreria? No, nello studio di tatuaggi “La rue des Bons Enfants”. Il racconto è stato infatti illustrato da un disegnatore ed è pronto per essere trasferito sulla pelle di qualche appassionato di questa forma di arte.
Forma, sostanza, arte e mercato. Speriamo davvero che serva a elevarsi rispetto all’indistinto.