Capacità di sintesi

Ecco il proposito per il nuovo anno: devo essere più sintetico, sbrodolare meno, smetterla di nuotare in un mare di parole. La gente si stufa, soprattutto su internet, dove la lettura è veloce, i contatti frenetici, l’attenzione ridotta ai minimi termini. È per questo che ho deciso di mettere le frasi principali dei post in grassetto: chi vuole leggerà solo quelle.
E allora questo chilometrico post sull’apertura di una libreria della Coop a Torino può essere riassunto in “c’era un casino di gente, non avevano il mio libro, sono andato dalla concorrenza a guardare di straforo delle foto artistiche”. E quello su Brunetta? “Volevo partecipare ma sono arrivato in ritardo”. I gusti letterari che dividono i coniugi? “Se non ti piace quello che leggo hai solo da non rompere!”. Il mio annuncio letterario su Ebay? “Non gliene frega niente a nessuno. Vuoi rimettere in vendita il tuo oggetto?”.
Eppure è più forte di me: non ci riesco. E pensare che la capacità di sintesi non è indispensabile soltanto sul web. Serve anche e soprattutto nel regno della meditazione e contemplazione: la poesia.
Qualche tempo fa partecipo a un gioco che consiglio a tutti: la poesia dorsale. Il bando del concorso prevede che ci si confronti con 150 titoli di libri da trasformare in versi. I libri verranno poi impilati e fotografati mostrando sul dorso (dorsale, appunto) la poesia così ottenuta. Il mio esercizio di stile dà questo risultato:
Ti racconto la mia storia
La conquista amorosa
Il tempo degli amori perfetti
Lei, lui, loro dueUno di troppo
Una ferita aperta
La rabbia, la compassione, la comprensione
Piccoli gesti di amore eroico
La forza di restare
Le ragioni della felicità

Nell’elenco dei cinque vincitori troviamo invece questa poesia di venticinqueven:
La forza di restare
Uno di troppo


Sintesi, dicevo. Questa è la soluzione.

Commenti

Betty ha detto…
no, un anno sintetico on mi piace. Voglio un anno in cui imparare a stare calma. un anno di cazzeggio allo stato puro. NOn essere drastico!

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