A squola (2)
È già la seconda volta che mi capita, in poco meno di una settimana. Alla fine di una presentazione, una maestra in pensione mi chiede se sarei d’accordo a sostituire, nelle scuole superiori, la lettura dell’Iliade, dell’Odissea e dei Promessi Sposi con qualcosa di più moderno. Annuisco: il modo di scrivere e il linguaggio di quei Testi Sacri sono molto lontani da quelli utilizzati oggi, e anche i valori proposti sono decisamente da svecchiare. Sì, bisognerebbe quantomeno far leggere anche qualcos’altro: affiancare, piuttosto che sostituire. Mentre scorgo diversi volti che annuiscono, mi vengono in mente le riunioni dei carbonari che cospirano contro il potere costituito. Mi sento proprio come loro. Speriamo solo che il Ministro Gelmini non abbia degli informatori nascosti tra il pubblico: non vorrei desaparecire soltanto perché Manzoni mi è sempre stato sulle scatole. Altra scena, poco tempo dopo. Sono al bar con una professoressa di italiano delle superiori. Caffè, cappuccino, una ma...